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venerdì 19 novembre 2010

Sulla Viabilità a Narni

In questi giorni si rianima in città la discussione sul problema della viabilità.
Problema annoso che coinvolge in maniera importante i due centri più grandi del Comune di Narni, lo scalo per le numerose urbanizzazioni lungo la via Tuderte ed il centro storico in quanto tale, ma che vede situazioni critiche sparse per l’intero territorio come ad esempio il pericoloso incrocio di Ponte San Lorenzo.


Riteniamo quindi urgente programmare la stesura di un piano della viabilità partecipato e condiviso per promuovere il recupero e rilancio dei luoghi di aggregazione sociale come piazze, strade, aree pedonali e per avere un centro storico, specialmente alla luce della realizzazione del passaggio pedonale Suffraggio-S.Agostino, che renda la città viva per i residenti ed accogliente per i turisti.
Ricordiamo, per l’ennesima volta, che il Consiglio Comunale ad inizio 2009 aveva impegnato la Giunta municipale ad affrontare il tema viabilità proponendo delle soluzioni condivise che sarebbero dovute emergere grazie ad assemblee cittadine da convocare non oltre il 15 aprile 2009. Non solo. La prima Commissione Consiliare doveva affrontare il tema della viabilità in specifiche sedute. Ma ad oggi non si è fatto nulla. Senza considera infine che il progetto “PIEDIBUS” per la promozione della mobilità alternativa nelle scuole è stato annunciato da oltre due anni ma non si è mai realizzato a differenza di molte realtà umbre, come Terni ed Amelia, che in breve tempo lo hanno seriamente concretizzato.
È troppo complicato confrontarsi pubblicamente su questi temi?

Sinistra Ecologia Libertà - Circolo di Narni

lunedì 19 aprile 2010

Comunicato - Viabilità Narni

In questi giorni dalla stampa locale emerge chiaramente come il tema della viabilità nel territorio di Narni rappresenti un argomento molto sentito dalla cittadinanza. In particolare è acceso il tema della circolazione nel centro storico, tra l'altro caso di estrema attualità in quanto la città di Narni si appresta ad ospitare un numero eccezionale di turisti e visitarori.

Per l'ennessima volta alle richieste di intervento per risolvere il problema, che se non risolto rischia di compromettere l'attrattiva turistica del nostro centro storico, l'Amministrazione risponde con l'ennesimo "faremo".

Noi ricordiamo che il Consiglio Comunale ad inizio 2009 aveva impegnato la Giunta municipale ad affrontare il tema viabilità proponendo delle soluzioni condivise che sarebbero dovute emergere grazie ad assemblee cittadine da convocare non oltre il 15 aprile 2009. Ad oggi questo impegno non è stato rispettato.

Noi riteniamo fondamentale indire tali assemblee il prima possibile e dare finalmente delle risposte concrete alla Città. Riteniamo tra l'altro importante esportare tale pratica anche per gli altri territori comunali interessati dai problemi legati alla viabilità come per esempio quelli di Narni Scalo, San Liberato e Ponte San Lorenzo.

In attesa di tale convocazione ricordiamo i temi all'ordine del giorno previsti nelle assemblee pubbliche per i quali l'Amministrazione si era impegnata a trattare con i cittadini del centro:

1: definizione della capacità ricettiva (in termini di posti auto) del centro storico
2: ridefinizine dei permessi per gli ingressi al centro concedendo priorità ai residenti
3: definizione dei servizi pubblici e privati presenti in città per definire quindi la qualità e quantità del flusso viario e definire quindi se, come, quando e chi ha la possibilità di entrare con il mezzo privato nel centro;solo in ultimo ridefinire una circolazione all'interno del centro congrua al flusso individuato.
4: servizio capillare e gratuito di servizi navetta

Il Coordinamento S.E.L. Narni

giovedì 1 ottobre 2009

D come Domodossola, N come Narni

…E S come sviluppo. Quando le parole diventano frequenti nel linguaggio popolare queste vengono utilizzate nello spelling. D come Domodossola, N come Narni! Narni al posto di Napoli! Certamente! l’autostrada Mestre-Orte nel nostro territorio indicherà l’uscita per la sola Narni (almeno ci siamo levati dalle scatole quella fastidiosa scritta per sangenini o addirittura per capitone) e dopo milioni di passaggi degli utilizzatori della “A-45” Narni entrerà nell’immaginario collettivo tanto da essere utilizzata nello spelling delle parole. Questo è turismo, questo è S come sviluppo. Narni è bella e sarà ancor più attraente grazie all’autostrada ed ai relativi cartelli: gli automobilisti che attraverseranno il nostro territorio e l’Umbria a 130 Km/h, al pari dell’autotrasportatore che muove l’acqua in bottiglia dalla calabria a milano senza colpo ferire, apprezzeranno finalmente la rocca, la corsa all’anello, le gole del nera, lo speco francescano, i sotterranei, una consistente industria ecc. (senza contare il tanto sbandierato oltreoceanico leone Aslan…): d’altra parte, cari colleghi, è noto che il passaggio autostradale porta sviluppo e turismo tanto così come ad Orte (che dopo l’apertura del suo casello autostradale risalente all’anno dei mondiali del 1978 ha visto il trend del suo sviluppo acquisire una traiettoria cartesianamente verticale), al pari di Domodossola, Ronco Bilaccio (giustamente ribattezzata “la perla dell’appennino” dopo la realizzazione dello svincolo delle meraviglie) , Salerno, Reggio Calabria e Abbiategrasso. Infatti tutti noi che abbiamo attraversato l’Italia in autostrada durante i nostri tragitti ci siamo fermati a visitare tutti i luoghi delle uscite autostradali per non citare i famosissimi autogrill entrati, ormai da anni, a far parte delle mete più ambite da parte dei viaggiatori spendaccioni. Ma questo è sviluppo ed in nome dello sviluppo, uno qualsiasi purché si dica sviluppo, l’Amministrazione, ma sostanzialmente tutte le forze politiche, si apprestano ad esprimere comunque un parere favorevole ad un progetto che presenta, da un punto di vista tecnico, numerose criticità piuttosto che valutarne la effettiva utilità.
Le osservazioni avanzate dall’Amministrazione sono sicuramente condivisibili ovvero:
• sono limitati gli interventi relativi al contenimento del rumore;
• nel progetto non vengono considerate le previsioni di sviluppo del territorio contenute nel piano regolatore generale adottato anni fa;
• il progetto prevede due autogrill nella zona dove dovrebbe sorgere l’Agrivillage
• non viene valutata alcuna viabilità alternativa per alcune frazioni, San Liberato in primis la quale, ad onor del vero, non rimarrebbe completamente isolata data la presenza di un’aviosuperficie nei pressi;
• la viabilità interna verrebbe addirittura appesantita dal passaggio autostradale in quanto favorisce l’utilizzo delle cosiddette arterie interne (e mi si permetta l’uso del termine medico..) piuttosto che l'autostrada..

Sicuramente con un’analisi ancora più approfondita utilizzando elementi di sicuro esito penalizzante uscirebbero fuori altre osservazioni, ma il punto è che la discussione dovrebbe trattare casomai l’opportunità dell’opera piuttosto che l’analisi di una relativa fattibilità topologistica. Interventi di così importante impatto dovrebbero essere valutati non solo tecnicamente ma anche a livello anafestico (scientificamente parlando, s’intende…) secondo una pianificazione strategica, con una logica di sistema che analizza la complessità dell’intervento secondo variegate sfaccettature: di viabilità, ambientali, economiche, sociali, ludiche e, non ultimo, morali! Tutto ciò, in codesta assise, è sostanzialmente assente.
Partiamo da alcuni dati di fatto che a mio avviso dovrebbero far parte, come nei classici problemi di scuola elementare, dei dati iniziali che con un termine più adulto potremmo chiamare dati tecnici in ingresso:
• trasporto persone: (dati isfort 2008): Nel 2008 cresce la domanda di mobilità sia del numero di passeggeri*km (+11,4%), sia del numero di spostamenti +3,7%. Nel 2008 si sancisce il progresso del trasporto pubblico ed una crescita della quota modale dei mezzi pubblici concomitante ad un ciclo espansivo dei consumi di mobilità +4%. Nell’analisi degli indici di soddisfazione emerge la diminuzione del voto medio assegnato all’automobile nonché la crescita del voto per quasi tutti i diversi mezzi di trasporto collettivo. Inoltre nel 2008 gli spostamenti a piedi/bici riescono a conquistare quote di mercato rispetto ai viaggi con mezzi motorizzati. Certo, Narni, con i suoi saliscendi, meriterebbe un’appropriata preparazione da parte dei ciclisti, ma questo è un altro problema e lo si vedrà a tempo debito. Infatti, tra il 2007 e il 2008, si nota una crescita della “mobilità lenta” pari allo 0,6% (21% nel 2008). Diminuisce, di conseguenza, la mobilità motorizzata unitamente alla massa grassa dell’utente, anche se nella classificazione del campione in relazione ai caratteri socioanagrafici e territoriali si registrano alcune eccezioni al dato medio generale: ad esempio, nel caso dei più giovani (+0,9% e 85,6%), degli studenti (+0,8% e 83%) e del Centro Italia (+0,9% e 83,1%). Comunque nel 2008 alla domanda sulle propensioni di utilizzo dei mezzi di trasporto circa il 4% in più rispetto al 2007, dichiara di prendere in considerazione la possibilità di diminuire l’uso dell’automobile e ben il 41,8%, il 2,3% in più nel confronto con il 2007, della popolazione confessa di pensare ad un cambiamento delle proprie abitudini di mobilità attraverso un maggior uso del trasporto collettivo.
• trasporto merci: (dati ministero infrastrutture) il trasporto merci su gomma è costantemente in aumento (circa 30% in meno di dieci anni) contrariamente a quanto avviene nel resto d’ Europa. Nel Novembre 2008 la Commissione Europea ha emanato il Piano di azione per la logistica del trasporto merci. Si tratta di una serie di iniziative che hanno l’intento di migliorare l’ efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione, con proposte a favore della logistica, di una rete ferroviaria prioritaria ( e sottolineo prioritaria) per il traffico merci e dei porti europei. L’obiettivo comune è quello di promuovere la diffusione di tecnologie e pratiche innovative nelle infrastrutture, sviluppare i mezzi di trasporto, migliorare la gestione del traffico merci. Il trasporto merci è essenziale per la competitività dell’economia europea e per la qualità della vita dei cittadini dell’Unione. Si prevede infatti che in Europa, nel periodo tra il 2000 e il 2020, il volume del trasporto merci aumenterà del 50% e dovrà affrontare sfide specifiche legate all’efficienza, alla qualità e alla sostenibilità. È necessario quindi per la Commissione Europea trovare risposte adeguate a una serie di problemi: la congestione, i cambiamenti climatici l’approvvigionamento energetico e la sicurezza.
• consumi energetici: L’Italia ha un parco auto con consumi energetici specifici tra i più bassi d’Europa. Ma ha anche la più alta densità di motorizzazione europea e percorrenze nettamente superiori alla media europea. In Italia circolano 35 milioni di veicoli e l’energia che consumano è pari al 25% del totale dei consumi energetici nazionali. Un cittadino medio emette in un anno 410 kg di anidride carbonica se viaggia in metropolitana, 780 kg di anidride carbonica se viaggia in autobus, 1230 kg di anidride carbonica se viaggia in automobile. Dai dati bibliografici si desume che per la tratta Milano-Napoli un analisi energetica globale indica per l’auto un consumo di 1,78 MJ/p-km, per la ferrovia ordinaria un valore di 0,77 MJ/p-km e per la TAV un valore di 1,44MJ/p-km. E se consideriamo il trasporto delle merci, il consumo unitario è più basso dell'11% della media europea. I consumi unitari nel trasporto su strada per auto equivalente sono i più bassi della UE e sono inferiori del 6% alla media europea. a livello energetico, l'uso del trasporto ferroviaro è preferibile a quello stradale: il trasporto su rotaia richiede dal 50 % al 70% in meno di energia rispetto al trasporto su gomma. Nonostante ciò solo il 7,8 % delle merci che attraversano la nostra Penisola viaggiano a bordo dei treni mentre l'86,7 lo fa su strada.
• chi sostiene l’opera: in un articolo dell’espresso del marzo 2007 sembra chiaro che gli interessati al progetto sono una serie di società a scatola cinese che fanno capo all’asse Bonsignore-Caltagirone. Sembrerebbe infatti che dietro al progetto Orte – Mestre si inserisce un quadro più complesso ovvero quello di un progetto che ha un respiro più ampio e parla della possibilità di far diventare proprio l’asse Bonsignore-Caltagirone il terzo gestore autostradale italiano dietro ad Autostrade dei Benetton e al gruppo Gavia. Parliamo quindi di una cordata quantomeno sospetta al punto da far scaturire qualche dubbio in quanto, spero, che ci ricordiamo tutti dello scandalo delle scalate illegali alle banche Antonveneta e BNL, "Bancopoli" , "Furbetti del quartierino" che, grazie alla nascita di suddetta autostrada, vedrebbero il proprio raggio d’azione allargarsi a livelli metafisci.

Oltre a questo mettiamoci che: le condizioni dei pendolari locali sono sempre più difficili e di estremo disaggio; le corse locali invece di aumentare diminuiscono; non esiste un collegamento rapido e frequente con la vicina Terni; in Umbria ancora non esiste un biglietto unico integrato per il trasporto pubblico; i collegamenti ferroviari con Perugia sono quantomeno ridicoli: 2 ore di viaggio; Terni e Perugia sono le province italiane con l’indice di densità di veicolo privato tra i più alti di Europa. Basterebbero queste poche ipotesi per intraprende subito un progetto di potenziamento della mobilità ferroviaria. Invece stiamo parlando ancora di autostrada, di mobilità su gomma e privata. È imbarazzante continuare a commentare queste decisioni. Ed ancora più imbarazzante, ed è qui che si inserisce una questione politica, se queste vengono proposte da governi di centrosinistra che non perdono occasione per presentarsi come i difensori e portatori di uno sviluppo sostenibile, ecodem, green economy, ecopass, ecoincentivi, eco font, ecocompatibile e quant’altro! Ma così come sempre più a sinistra, purtroppo proprio dove mi riconosco, non si perde occasione nell’urlare no tav, no cav, stop cemento, stop privatizzazione dell’acqua. Concetti fondamentali per l’elettorato puntualmente disattesi da chi amministra. Se negli Stati Uniti si stravolgono realmente i costumi e le azioni di governo, da noi, nel centrosinistra, si elaborano solo slogan tra l’altro con patetici scimmiottamenti. Perfino Prodi ha finalmente affermato, con grande nettezza, che è necessario, ai riformisti, cambiare del tutto strada, azzerare l’idea dei compromessi con le politiche moderate, sfidare lo stesso elettorato e prepararsi a progettare una società nuova che modifichi sostanzialmente il capitalismo e la vecchia idea di società di mercato. E l’approccio a tale discussione rientra pienamente dentro questa lettura: siamo di fronte a decisioni che rientrano dentro una logica conservatrice mascherate da un linguaggio riformista ma che di fatto abbandona l’idea di futuro, si ancora al passato e nasconde il presente. Facciamo pulizia del linguaggio e dei linguaggi!!!!

martedì 28 ottobre 2008

INTERPELLANZA - Viabilità Narni Centro Storico

Narni, lì 28/10/08
OGGETTO: Viabilità Narni Centro Storico
PREMESSA
Narni Centro, come tutte le città storiche di Italia ed in particolare dell’Umbria, ha la specificità
di essere una città di medie dimensioni ad elevato valore turistico il cui centro urbano è
caratterizzato da un numero limitato di residenti ma con una grande capacità di attrazione
quali turisti e studenti. Una struttura urbanistica ad alto pregio storico con strade strette e con
notevoli dislivelli che crea inevitabilmente per il centro storico una grave criticità in merito alla
viabilità locale aggravata dal fatto che, oltre ai residenti ed ai turisti, nella realtà narnese sono
presenti anche i servizi per il territorio, le attività commerciali e sociali. In sostanza l’obiettivo
di una corretta politica per centri storici deve essere quello di imporre vincoli che aiutino a
portare nel centro il maggior numero di persone in forma organizzata. E’ ormai chiaro che la
pressione esercitata dai veicoli, unita nella maggioranza dei casi ad un inefficace servizio di
trasporto pubblico, impedisce un corretto ed ordinato sviluppo socio-economico del centro
stesso. La soluzione dei problemi richiede interventi ed attività coordinate tra loro: non sono
necessari grandi investimenti piuttosto politiche attente accompagnate da precise normative
ben definite, che non prevedano deroghe e soprattutto fatte rispettare in maniera rigorosa.
Tali normative devono essere in grado di strutturare il centro storico attraverso la creazione di
Zone blu e ZTL capaci di organizzare spazi completamente riconquistati ai pedoni e di garantire
un posto auto per i residenti impedendo l’”invasione” da parte dei restanti veicoli. Infatti
bisogna aggiungere che un altro punto critico è rappresentato dal trasporto delle merci in
ambito urbano. Essendo le città, specialmente quelle d’arte, un centro commerciale naturale,
occorre che venga messa a punto anche una adeguata organizzazione per il rifornimento delle
merci. Fino ad oggi l’Amministrazione si è interessata al problema attraverso la
regolamentazione mediante finestre temporali, con conseguente contrazione degli orari di
accesso e permanenza dei veicoli commerciali. Questo ha prodotto la concentrazione in alcune
ore del giorno di tutta la movimentazione merci, sia in entrata che in uscita, con gravi
conseguenze sia in termini di traffico, di inquinamento e di sicurezza per i pedoni. Situazione
analoga, infine, si verifica nelle ore di ingresso ed uscita dalle scuole. Tali considerazioni
sembrerebbero coincidere per molti versi con la filosofia del piano attualmente in vigore, ma i
fatti smentiscono gli intenti dell’amministrazione e ad oggi la situazione sembra essere fuori
controllo. Nei prossimi giorni si dovrebbe finalmente convocare un’assemblea pubblica
ampiamente invocata dalla cittadinanza ma che ad oggi deve essere ancora indetta in maniera
ufficiale. E’ quindi fondamentale che l’Amministrazione lo faccia il prima possibile per discutere
definitivamente con cittadini ed associazioni di varia natura, tenendo fede così agli impegni
presi in termini di partecipazione, di come riorganizzare la viabilità del centro storico. Il tavolo
deve prevedere, però, anche la partecipazione di nuovi soggetti ad oggi mai convocati quali, ad
esempio, rappresentanti dell’ARPA, delle scuole, dei servizi sanitari e delle aziende dei trasporti
pubblici. Ma prima della necessaria revisione del piano viabilità del centro è opportuno, ed è
qui che si chiede al Sindaco ed agli Assessori competenti, riflettere a fondo sul perché il piano
in vigore sembra fallire e capire quali sono le cause che l’hanno fatto diventare inefficace
rispetto agli intenti iniziali per non reiterare eventuali errori. Per procedere a tale riflessione si
chiede quindi all’amministrazione: - gli orari di ingresso alla città sono stati fatti rispettare
sempre ed in maniera rigorosa? E con quale metodo? - La circolazione prevista dal piano
attuale è stata fatta rispettare? E con quale metodo? - i permessi ZTL erogati, di cui si chiede
l’esatto numero, sono compatibili con le intenzioni del piano? - I permessi ZTL erogati sono
coerenti con gli spazi a disposizione nel centro, sempre se esiste una stima, e rispondono alle
esigenze dei residenti? - Il servizio pubblico offre un servizio congruente alle intenzioni del
piano? - Poiché le statistiche indicano che il 30% del traffico è prodotto dalla ricerca del posto
auto, si ritiene che la segnaletica sia idonea? - Dato che i parcheggi hanno la capacità di
attrarre traffico, l’apertura alla sosta di piazza G.Marzio e del parcheggio degli Orti ai non
residenti, sta contribuendo al fallimento del piano? - di inserire all’ordine del giorno del primo
consiglio utile la discussione in merito alla viabilità del centro storico
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE