lunedì 21 gennaio 2008

MOZIONE - Politiche per una corretta gestione dei rifiuti

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
Alla giunta del Comune di Narni
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 17.01.2008
OGGETTO: politiche per una corretta gestione dei rifiuti
La vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro dell’inceneritore ASM sta arrecando giustamente inquietudine e preoccupazione nell’ intera comunità della conca ternana e di conseguenza anche in quella di Narni. Le accuse parlano di disastro ambientale dovuto ad emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti quali diossina ed acido cloridrico, all’immissione nel fiume Nera di metalli pesanti attraverso le acque reflue e di contaminazione del terreno di stoccaggio.Che la magistratura faccia quindi il proprio lavoro con il massimo della libertà ed autonomia ma allo stesso tempo che le amministrazioni locali della conca ternana e quella provinciale si attivino rapidamente per fare il punto della situazione ambientale e sanitaria dell’intera area. Inoltre, con il blocco dell’inceneritore, tutto il sistema di smaltimento sembra essere in sofferenza in quanto il territorio è attrezzato solamente con l’alternativa della discarica.Analizzando la questione in termini esclusivamente di gestione dei rifiuti, tutto ciò sta dimostrando come il nostro sistema di smaltimento concentrato sull’incenerimento e sulla discarica sia estremamente debole da un punto di vista gestionale e sia pericoloso da un punto di vista ambientale e sanitario. È inaccettabile inoltre pensare che un moderno, efficiente ed ecologico sistema integrato dei rifiuti possa dipendere dal riproporre incentivi pubblici (CIP 6) in favore dell'incenerimento degli stessi. L'azione svolta dall'Unione e dal Governo Prodi con la Finanziaria 2007, che ha consentito di destinare fondi e risorse pubbliche esclusivamente alle vere fonti rinnovabili, è un patrimonio politico che la Sinistra e gli ecologisti, oggi Sinistra e L’Arcobaleno, vogliono difendere e rivendicare anche a Narni. La problematica dello smaltimento dei rifiuti deve essere affrontata dagli enti competenti e dalle forze politiche e sociali il prima possibile affinché non si raggiunga anche in Umbria la criticità della regione campana. Data l’imminente discussione sul piano regionale dei rifiuti è necessario evitare toni allarmistici ed emergenziali i quali possono apportare solamente soluzioni affrettate e probabilmente interessate. Un piano condiviso e partecipato in cui siano affrontati sia aspetti tecnici che pratiche di trasparenza ed informazione. Il problema è complesso e di conseguenza non può avere delle soluzioni semplici o meglio semplicistiche come quella di ridurre la discussione ad una diatriba tra favorevoli e contrari al potenziamento o all’installazione di nuovi inceneritori. È opportuno quindi pensare i rifiuti dall’inizio del ciclo ovvero dalla loro produzione, prendendo coscienza del fatto che nessun sistema di rifiuti può essere ambientalmente sostenibile se continuiamo a produrre oltre 1,5 kg di spazzatura pro capite al giorno.
A fronte di queste riflessioni e data l’imminente stesura del piano regionale dei rifiuti si chiede pertanto di impegnare il Sindaco e l’intera Giunta comunale di Narni a presentare in sede regionale ed in tutte le sedi opportune le seguenti istanze:
- Sollecitare nel più breve tempo possibile l’approvazione del piano rifiuti regionale da parte del Consiglio Regionale, alla cui stesura sia garantita la massima partecipazione delle associazioni ambientaliste e dei consumatori;- garantire il principio di prossimità per ogni tipologia di rifiuto (speciale e non);
- garantire una gestione pubblica del ciclo della raccolta e del trattamento dei rifiuti;
- lavorare ad un impegno concreto per la riduzione alla fonte dei rifiuti;
- raggiungere il 65% minimo di raccolta differenziata entro il 2012;
- mantenere una costante informazione alla cittadinanza sulle modalità di raccolta e di smaltimento dei rifiuti;
- incentivare le amministrazioni più virtuose nella raccolta differenziata con opportuni riconoscimenti anche di natura economica;
- impegnarsi per l’attivazione di un sistema economico/imprenditoriale che determini la creazione di filiere produttive del recupero e del riutilizzo, nonché del biodegradabile.
Solo dopo aver programmato e realizzato un piano di rifiuti come quello sopra esposto, cioè un sistema virtuoso di raccolta/riciclo/riutilizzo, sarà possibile ricorrere a soluzioni finali della trasformazione del rifiuto, come la termovalorizzazione e la discarica. Va da sè pertanto l’obbligo di adottare le più recenti tecnologie di trattamento del rifiuto a disposizione sia per la salvaguardia della salute dei cittadini sia dell’ambiente in generale.

Alfonso Morelli Capogruppo PRC-SE Roberto Scorzoni Capogruppo P.d.C.I.

martedì 18 dicembre 2007

MOZIONE - Installazione barriere antirumore a S.Liberato

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
All’ Assessore all’Urbanistica
All’ Assessore all’Ambiente
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 17/12/2007
OGGETTO: installazione barriere antirumore a S.Liberato
PREMESSO
- che la frazione di San Liberato soffre da decenni della mancata realizzazione di adeguate barriere antirumore per proteggere le abitazioni dal rumore continuo e fastidioso generato dal traffico veicolare che attraversa il raccordo Orte-Terni;
- che il problema dell’inquinamento acustico, insieme a quello dell’assenza di una strada alternativa alla superstrada per uscire ed entrare nell’abitato, rappresentano una notevole causa di disagio per gli abitanti della frazione.
RILEVATO
- che L'Eurispes stima che nel 2004 il costo diretto e indiretto complessivo dei danni da inquinamento acustico si è attestato intorno all'1,5% del Pil, pari a circa 20 miliardi di euro e che sono 7 milioni gli italiani che soffrono di disturbi uditivi, mentre 7 italiani su 10 sono esposti a livelli di rumore superiori alle norme vigenti;
- che secondo una ricerca dell’ Organizzazione EuroAcustici e della Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre la causa principale di inquinamento acustico del territorio è dovuto al traffico stradale ed autostradale (53%);
- che l’inquinamento acustico, secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, determina notevoli problemi di salute di natura neurovegetativa e psichica: danni all’udito, danni all’apparato cardio-circolatorio, danni al sistema nervoso, stati di depressione, eccitazione, nevrosi.
CONSTATATO
- che per lenire tali effetti è stata più volte fatta presente, sia dagli abitanti con apposite raccolte firme sia da diversi rappresentanti politici in varie sedi amministrative, la necessità di installare delle barriere antirumore lungo il tratto di strada interno al caseggiato;
- che non si è ancora giunti ad un risultato in tal senso, ed anche la possibilità che tale problema potesse essere risolto con la trasformazione del tracciato in autostrada è venuto meno.
- che il Comune di Narni si è dotato di un piano di zonizzazione acustica impegnandosi di fatto per un risanamento acustico dell’intero territorio comunale.
IMPEGNA
ll Sindaco, gli Assessori all’ Urbanistica e all'Ambiente
- affinché si facciano concreti promotori della realizzazione nel breve periodo delle barriere antirumore nella frazione di S. Liberato;
- di valutare la possibilità di installazione di barriere antirumore integrate con impianti fotovoltaici;
- di estendere, dopo una prima sperimentazione, anche ad altri tratti stradali del Comune tale soluzione tecnica innovativa che potrebbe rendere maggiormente interessante un investimento in questa opera.
Si precisa inoltre che l’Università di Perugia, ed in particolare il CIRIAF della Facoltà di Ingegneria, è già impegnata nella messa appunto e nel perfezionamento di sistemi fotovoltaici integrati a barriere antirumore e che quindi potrebbe rappresentare un perfetto punto di riferimento per avviare una sperimentazione nel territorio narnese. Si rende noto inoltre che già esistono nel territorio italiano dei progetti avviati: recentemente la Giunta Provinciale di Trento ha dato il via libera al progetto esecutivo di una barriera antirumore con integrato impianto fotovoltaico da installare nella corsia sud dell'Autobrennero tra Marano e Brancolino di Isera. I pannelli fotovoltaici saranno integrati in una barriera antirumore dell'autostrada e potranno garantire parte dell'energia elettrica del comune di Isera. Con il conto energia che finanzia gli impianti fotovoltaici il comune può garantirsi un introito monetario derivante dalla produzione elettrica dei pannelli (oltretutto con il massimo della tariffa incentivante) ed insieme migliorare la qualità della vita degli abitanti.
Alfonso Morelli - Capogruppo PRC-SE

venerdì 30 novembre 2007

MOZIONE - Elaborazione di un piano per l’edilizia sociale nel Comune di Narni

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
All’Assessore alle Politiche Sociali
All’Assessore all’Edilizia Popolare
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

OGGETTO: elaborazione di un piano per l’edilizia sociale nel Comune di Narni. La casa è un bene comune oltre che un diritto primario e non può più essere messo in secondo piano dalla cosiddetta agenda politica. Una società civile che si vuole definire tale deve sentirsi pertanto obbligata a garantire ai cittadini la possibilità di soddisfare i propri bisogni più elementari, casa inclusa.Una ricerca del CRESME, eseguita per conto dell’ANCI, fa una panoramica interessante ed esaustiva della situazione abitativa odierna del nostro Paese. Nell’arco di tempo che va dal 1997 al 2005 si è verificato un autentico boom del mercato immobiliare. I prezzi delle abitazioni sono aumentati del 51%, gli affitti sono cresciuti in maniera costante del 49%, con picchi dell’85% nei grandi comuni (nel ternano, pur non essendo un grande comune, sono cresciuti del 90%). E risulta indubitabile che le forme più gravi del disagio abitativo si alimentino nell’ambito della locazione. C’è da aggiungere inoltre a questo quadro un altro elemento significativo e di notevole influenza. Si tratta degli incrementi dei prezzi di vendita e locazione dovuti alla presenza delle facoltà universitarie, pur rappresentando esse una insostituibile risorsa economica e culturale per le città che le ospitano. La mancanza di politiche dell’accoglienza e della residenzialità studentesca ha creato infatti una nuova e forte domanda abitativa che si è scaricata soprattutto sull'offerta di edilizia residenziale in locazione. Di fatto, se per le famiglie di reddito medio l’incidenza dell’affitto sul reddito è del 30%, per le famiglie a basso reddito (fino a 10.000 euro annui) la situazione è drammatica: il 47% dello stipendio se ne va in affitto e la situazione va sempre più peggiorando. In Italia, come in altri paesi europei e non solo, si stanno moltiplicando esperienze ed iniziative di lotta da parte di movimenti e comitati di cittadini che mettono in campo varie forme di resistenza per difendere i propri diritti dalla speculazione e dalle inique logiche di mercato. Narni non è purtroppo estranea a questa emergenza ed è pertanto indispensabile affrontare tale circostanza critica prima che si trasformi in esasperazione.
E’ necessario definire quindi una politica sociale della casa recuperando il ruolo fondamentale dell’iniziativa pubblica per garantire una soluzione abitativa ai ceti sociali con redditi medio bassi, alle nuove povertà, ai giovani, ai migranti, agli studenti fuori sede.
È necessaria una pianificazione chiara ed efficiente che sappia dare una soluzione pronta a tutte le soggettività sopra citate sia nell’immediato che nel medio e lungo periodo. Forme di monitoraggio e di osservazione permanente sulle condizioni della realtà abitativa narnese garantirebbero maggiore controllo sia nel privato sia nella gestione degli immobili pubblici. Soluzioni che possono essere rapidamente pianificate visto che entro quest’anno si prevede la consegna alle Regioni, da parte dello Stato, di 550 milioni di euro per riqualificare 20.000 alloggi.
Si chiede pertanto al Consiglio Comunale di Narni di impegnare il Sindaco, l'Assessore alle Politiche Sociali e l'Assessore all’Edilizia Popolare a farsi promotori presso la Regione Umbria della costruzione di un tavolo interistituzionale fra Regione e Comune al fine di elaborare un vero e proprio piano di edilizia sociale per il comune di Narni.

Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE

lunedì 29 ottobre 2007

MOZIONE - Sostegno alla filiera agroindustriale nel campo dei biomateriali

MOZIONE

Al Sindaco del Comune di Narni
All' Assessore allo Sviluppo Economico
All’Assessore all’Ambiente
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 30/10/2007
Oggetto: sostegno alla filiera agroindustriale nel campo dei biomateriali
PREMESSO
- che la Finanziaria 2007 ai commi 1129 e 1130 stabilisce che " ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, del rafforzamento della protezione ambientale e del sostegno della filiera agroindustriale nel campo dei biomateriali, è avviato, a partire dall'anno 2007, un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione di sacchi per l'asporto delle merci, che secondo le norme comunitarie non risultino biodegradabile [...] al fine di giungere al definitivo divieto al decorrere dal 10 gennaio 2010 dei sacchi non biodegradabili
VISTO
La delibera della giunta regionale del 30/07/03 n°1116 " Sagre per l'ambiente 2003. Contributo alla UNPLI Umbria per organizzazione di attività promozionale della raccolta differenziata dei rifiuti" con cui Regione Umbria - ANCI - UNPLI si impegnavano a sostenere progetti di raccolta differenziata e programmi di informazione sulla sostenibilità e sperimentazione dell'uso in alcune manifestazioni di materiali e componenti biodegradabili con relativa campagna informativa e divulgativa rivolta ai cittadini.
CONSTATATO
- che le tematiche della tutela dell'ambiente, della qualificazione dello sviluppo e dei cambiamenti degli stili di vita e dicono patrimonio e consapevolezza di un numero sempre più ampio di persone e di imprese che va sostenuto e ampliato,
- che le linee d'indirizzo del "patto per lo sviluppo, la sostenibilità e la coesione sociale dell'Umbria" considerano la tutela e la valorizzazione della filiera ambientale un asse strategico economico ed occupazionale;
- che sono presenti nel nostro territorio aziende all'avanguardia e leader mondiali nel settore delle bioplastiche.
CONSIDERANDO
- che va data continuità concreta nei singoli territori ad ogni azione ecomportamento che va in questa direzione;
IMPEGNA
ll Sindaco, gli Assessori all'Ambiente e allo Sviluppo Economico
- a mettere in atto tutte le azioni utili a formalizzare accordi con la grande distribuzione presente nel territorio comunale, affinché si possano sostituire, in anticipo rispetto al 2010, i sacchi di plastica per asporto di merci con sacchi biodegradabili.
- A formalizzare accordi, ove possibile, che consentano nelle feste e nelle sagre e/o nelle mense a vario titolo gestite presenti nel nostro territorio, la sostituzione, dove si usa, delle stoviglie di plastica con materiale biodegradabile. A tale scopo, prevedere nella concertazione con le parti sociali e le associazioni la compartecipazione di aziende presenti nel nostro territorio , leader mondiale nel settore delle bioplastiche;
- A prevedere proprie linee di finanziamento a sostegno di tale progetto, ed attuare tutte le azioni atte ad incrementare produzioni locali e acquisti di manufatti e beni realizzati con materiale riciclato e comunque recuperato per l'utilizzo interno dell'amministrazione, proponendo tali decisioni anche alle aziende di cui è proprietario o compartecipe il Comune:
- A richiedere alla Regione dell'Umbria atti normativi e forme di incentivazione che favoriscano la puntuale presenza nel mercato, e l'utilizzo, di prodotti biodegradabili.

Alfonso Morelli - Capogruppo PRC-SE

lunedì 15 ottobre 2007

MOZIONE - Direttiva regionale sulla gestione dei rifiuti speciali

MOZIONE


Al Sindaco del Comune di Narni

Alla Giunta del Comune di Narni

Al Presidente del Consiglio

del Comune di Narni

Narni, lì 15/10/2007

OGGETTO: direttiva regionale sulla gestione dei rifiuti speciali

PRESO ATTO

- Che la giunta regionale dell'Umbria ha approvato recentemente una direttiva con cui si sancisce che viene meno nell'ambito del piano regionale dei rifiuti speciali il principio di "prossimità" per cui nelle 6 discariche dell'Umbria e nell'impianto di termovalorizzazione dell'Asm di Terni potranno essere conferiti rifiuti speciali e pericolosi provenienti da fuori Regione;

CONSIDERATO

- Che in Umbria il valore culturale ed economico dell'ambiente nella qualificazione dello sviluppo evidenzia la centralità delle tematiche dei rifiuti nel governo della Regione

Che in quest'ottica si considera sbagliata e pericolosa e quindi da modificare la delibera della giunta Regionale che consente l'ingresso in Umbria di rifiuti speciali e pericolosi prodotti in tutto il territorio nazionale ed europeo, stravolgendo di fatto il principio di prossimità sancito dal vigente piano regionale dei rifiuti speciali.

- Che servono atti vincolanti di tutte le istituzioni finalizzati alla riduzione della produzione dei rifiuti, alla raccolta differenziata, all'utilizzo del biodegradabile.

CHIEDIAMO AL SINDACO E ALLA GIUNTA

- Di assumere un'iniziativa nei confronti della giunta Regionale tesa a ridiscutere e modificare l'atto in oggetto confermando l'indisponibilità del territorio ad accogliere rifiuti speciali e pericolosi provenienti da fuori Regione confermando le attuali quantità di rifiuti speciali autorizzati, e promuovendo l'apertura nel Consiglio Comunale di un confronto sulle linee di indirizzo del nuovo piano regionale dei rifiuti.

Alfonso Morelli

Capogruppo PRC - SE

sabato 6 ottobre 2007

INTERROGAZIONE- Installazione impianto a biomasse

INTERROGAZIONE

Al Sindaco del Comune di Narni

All’Assessore allo Sviluppo Economico

All’Assessore l’Ambiente

Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

Narni, lì 6/10/2007

Oggetto: istallazione impianto a biomasse

Il 7 settembre 2007 in un articolo pubblicato da un quotidiano locale, è comparsa la notizia sulla possibilità di istallare nel territorio narnese un impianto a biomassa della grandezza di 10 MW elettrici. La notizia è passata decisamente sottotono nonostante l’importanza. Dichiarando la netta contrarietà a tale eventuale intervento, che non risponde tra l’altro neanche ai limiti di sostenibilità indicati dal piano energetico regionale, si richiede al Sindaco e all’intera Giunta di fare estrema chiarezza in merito alla vicenda.

In particolare si chiede di sapere:

- se è stato realmente presentato il progetto in questione e quale area del territorio narnese interessa;

- quale società ha presentato l’eventuale progetto;

- la natura dell’eventuale progetto con i relativi dati di progetto riferiti soprattutto all’approvvigionamento della materia prima;

- qual è la posizione del Sindaco e dell’intera Giunta in merito all’eventuale progetto;

- qual è la posizione del Sindaco e dell’intera Giunta in merito alla possibilità di generare energia da biomasse.

Alfonso Morelli

Capogruppo PRC-SE

mercoledì 12 settembre 2007

MOZIONE - Politiche attive per il lavoro che tengano conto dei bisogni delle donne e degli uomini diversamente abili.

MOZIONE

Al Sindaco del Comune di Narni

All’Assessore alle Politiche Sociali

All’Assessore alle Politiche Attive per il Lavoro

All’Assessore al Personale

Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

OGGETTO: politiche attive per il lavoro che tengano conto dei bisogni delle donne e degli uomini diversamente abili.

PREMESSO CHE

- la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (10 dicembre 1948), afferma che "tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti" (art. 1) e che "ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione" (art. 2);

- la Costituzione Italiana, all’art. 3, sostiene che: "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali";

- le Regole Standard per l’Uguaglianza di Opportunità delle Persone Diversamente abili, approvate dall’Assemblea Generale dell’ONU (20 dicembre 1993), prevedono Direttive di cambiamento sociale e richiedono un impegno politico e pratico forte affinché si realizzi l’uguaglianza di opportunità, quali: l’istruzione, il lavoro, l’accesso all’informazione e comunicazione, la riabilitazione, la vita familiare, la sessualità, la partecipazione alle attività culturali, religiose, sportive….;

- la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea sancisce che "è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata in particolare sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale" (art. 21);

- la Risoluzione della I Conferenza Europea sulla Vita Autodeterminata per le Donne Diversamente abili (ONU, 1996) afferma che le donne diversamente abili sono soggette a massicce violazioni dei Diritti Umani senza riguardo per la loro età, origine etnica, orientamento sessuale, religioso, appartenenza di classe o altro status. Chiede che tutti i Paesi Europei si impegnino per l’applicazione delle Regole Standard dell’ONU per l’Uguaglianza di Opportunità delle Persone Diversamente abili ed in particolare delle donne diversamente abili;

- il Manifesto delle Donne Diversamente abili d’Europa - Gruppo di Lavoro sulle Donne e la Diversamente abilità, European Diversamente ability Forum, OnG (1997), ha il duplice scopo di far prendere coscienza alle donne diversamente abili dei loro diritti e delle loro responsabilità e sensibilizzare le Istituzioni europee e nazionali sulla condizione di discriminazione e violazione dei Diritti Umani a cui sono sottoposte le donne diversamente abili, perché vengano superate;

- la Dichiarazione e Programma di Azione adottati dalla Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne: Azioni per l’Uguaglianza, lo Sviluppo e la Pace di Pechino del 1995 e la successiva Conferenza di New York del 2000, hanno impegnato i Governi presenti a realizzare tutte le raccomandazioni, comprese quelle relative alle donne con diversamente abilità. Gli obiettivi strategici sono suddivisi per aree e per ognuna vengono descritte le azioni specifiche che devono essere attuate. I Piani di Azione che i Governi devono attivare contengono paragrafi specifici a favore delle donne diversamente abili;

- la Dichiarazione di Madrid (2002), documento conclusivo, elaborato come quadro ideale di azione da sviluppare durante l’anno europeo dei Diversamente abili del 2003, afferma principi molto importanti per un processo di rinnovamento a favore dei 50 milioni di persone diversamente abili in Europa e sostiene che le donne diversamente abili sono sottoposte ad una duplice discriminazione, auspicando azioni positive a loro favore;

CONSIDERATO

che i meccanismi sociali di discriminazione e di esclusione producono un impoverimento di risorse personali e abilità nella vita sociale e di relazione. Le donne diversamente abili, subendo una duplice discriminazione, determinata sia dalla diversamente abilità che dal genere, spesso:

- sono più vulnerabili dal punto di vista fisico, psicologico, sociale;

- subiscono limitazioni nello svolgimento delle attività della vita quotidiana;

- hanno minor accesso alle risorse sociali (educazione scolastica e professionale, formazione alle nuove tecnologie, lavoro, servizi sociali e sanitari, sport, cultura e tempo libero);

- fruiscono di servizi basati sulla logica del controllo e della separazione ("modello medico" anziché "sociale");

- rappresentano una fascia sociale "debole" e quelle con necessità più complesse (grave diversamente abilità) possono trovarsi in condizioni di povertà estrema;- trovano difficoltà a raggiungere alti livelli di istruzione;

- sono più svantaggiate sul mercato del lavoro e sottopagate;

- sono vittime di abuso e violenza sessuali;

- vengono ostacolate o scoraggiate alla sessualità, alla vita di relazione, alla maternità;

- sono costrette a lasciare il lavoro, qualora scelgano la maternità;

RILEVATO

che per affrontare i danni subiti dai condizionamenti sociali, per combattere le discriminazioni e valorizzare le abilità e capacità potenziali, per perseguire percorsi di vita autonoma, autodeterminata e indipendente, occorre:

- sviluppare un approccio fondato sulla tutela dei Diritti Umani e basato sull’empowerment delle donne e degli uomini diversamente abili;

- sviluppare politiche per l’uguaglianza e le pari opportunità, garantendo le stesse opportunità di accesso alle risorse sociali (scuola, lavoro, beni e servizi) e far sì che i diritti ed i benefici siano fruiti negli stessi luoghi e nelle stesse forme in cui ne beneficiano gli altri cittadini;

- attivare risorse di alta qualità a sostegno della vita quotidiana per favorire azioni verso la vita indipendente (non discriminazione + azione positiva = integrazione sociale);

- sostenere una legislazione nazionale antidiscriminatoria per favorire il raggiungimento dell’indipendenza e della massima potenzialità nella partecipazione sociale;

CONSTATATO

che il Comune di Narni già si avvale, sotto forma di convenzioni con associazioni, della collaborazione di personale diversamente abile, ma che nonostante ciò si riscontrano le seguenti problematiche:

- luoghi di lavoro con presenza di barriere architettoniche il cui ambiente genera nei lavoratori inevitabili disagi psicofisici;

- mansioni lavorative non definite che non soddisfano nel lavoratore diversamente abile il bisogno di impiego nel lavoro, di inventiva e di processi formativi.

Se il rapporto tra ruolo e mansione effettivamente svolta, che non considera le reali conoscenze e le giuste esigenza del lavoratore, non è ben definito, può causare effettivi rischi sulla salute dello stesso lavoratore ;

- gli individui coinvolti nei progetti troppo spesso devono rivolgersi a personale esterno perché l’ambiente di lavoro, inteso come l’intera struttura amministrativa, non crea una adeguata dimensione dell’autonomia;

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale a:

- sviluppare politiche per le "pari opportunità" e sostenere una completa legislazione nazionale antidiscriminatoria che tenga conto dei bisogni delle donne e degli uomini diversamente abili, affinché siano eliminati gli ostacoli esistenti e non ne vengano creati di nuovi per favorire il raggiungimento dell’indipendenza e della massima potenzialità di partecipazione sociale;

- sostenere la corretta trasposizione a livello nazionale della Direttiva UE sul pari trattamento nel lavoro e nell’impiego che proibisca la discriminazione sulla base della diversamente abilità;

- assumere, nella pianificazione delle politiche sulla diversamente abilità dell’Amministrazione Comunale, i principi della Dichiarazione di Madrid;

- orientare le scelte politiche perché garantiscano che i diritti e i benefici siano fruiti dalle donne diversamente abili negli stessi luoghi e nelle stesse forme in cui ne beneficiano gli altri cittadini (mainstreaming);

- consultare prioritariamente le donne e gli uomini diversamente abili ed i loro movimenti sulle questioni che le riguardano e promuoverne la partecipazione diretta attraverso la concertazione per la pianificazione delle azioni;

- attivare, con la partecipazione diretta delle donne e degli uomini diversamente abili, campagne di informazione, di sensibilizzazione pubblica, di comunicazione per combattere i pregiudizi e la stigmatizzazione e promuovere una loro immagine positiva;

- riconoscere l’importanza generale dell’accessibilità per la parità di opportunità in tutte le sfere della vita sociale, garantire l’applicazione delle norme per rendere accessibile l’ambiente ed attivare programmi di azione perché ogni evento pubblico si svolga in luoghi fruibili da tutti i cittadini;

- assumere come regola che politiche per la diversamente abilità sono responsabilità di tutta l’Amministrazione Comunale e non competenza di un solo Assessorato;

- far sì che le deliberazioni siano dettate da criteri di uguaglianza di opportunità e, nei provvedimenti che riguardano le politiche a favore delle donne, devono sempre essere menzionate quelle con diversamente abilità (es. centro di soccorso per le donne violentate...);

- promuovere l’istruzione, la formazione professionale ed il lavoro ordinario per garantire loro indipendenza e dignità e indirizzare le azioni verso la vita indipendente, attivando le risorse necessarie perché le donne e gli uomini diversamente abili possano vivere in modo adeguato alle proprie necessità;

- attivare politiche a favore delle donne diversamente abili che scelgono la maternità, perché siano adeguatamente supportate e garantire loro un accesso all’assistenza personale;

- adottare ricerche statistiche di genere per identificare le necessarie aree di azione;

- promuovere uno studio di fattibilità per individuare quali strumenti attivare per favorire politiche di empowerment ed aiutare le donne e gli uomini diversamente abili ad affrontare i danni subiti dai condizionamenti sociali perché ottengano il rispetto dei loro diritti e la loro inclusione sociale (consulenza alla pari, gruppi di auto mutuo aiuto, difensore civico o altro);

- favorire l’attivazione di reti di donne e uomini con diversamente abilità per promuovere la loro crescita di consapevolezza personale e di abilità nella vita sociale e di relazione."

Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE