venerdì 7 marzo 2008

MOZIONE - Adesione alla Rete Nuovo Municipio

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
Alla Giunta del Comune di Narni
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

Narni, lì 07/03/08
OGGETTO: adesione alla Rete Nuovo Municipio.

PREMESSO

che la Carta del Nuovo Municipio ha avviato, a partire dal World Social Forum di Porto Alegre del 2002 e delle reti internazionali ed europee che ne sostengono i principi e le finalità, un processo di riconoscimento che è possibile una strada innovativa e alternativa della democrazia e della valorizzazione e affermazione delle società locali;
che il Nuovo Municipio è una forma diversa della democrazia, un diverso sistema di relazioni tra governo locale, territorio e società. Esso è in particolare:- promozione di un rapporto tra democrazia diretta e rappresentanza, attraverso l’attivazione di istituti intermedi di partecipazioni alle decisioni strategiche e alle politiche e azioni concrete dei governi locali;- un’alternativa al governo gerarchico del territorio e al centralismo autoritario , come sviluppo di autogoverno locale in rete (municipalismo federale e solidale);- mobilitazione di energie sociali escluse o non valorizzate dallo stato e dal mercato dando spazio e rappresentanza agli attori sociali più deboli negli istituti partecipativi;


CONSIDERATO

che il Nuovo Municipio oltre che una diversa forma della democrazia, è anche democrazia sostanziale, includente, attiva, scritta nelle azioni buone e positive effettivamente condotte, nelle iniziative efficaci e socialmente condivise di trasformazione della società locale;
che, ciò comporta che gli enti locali aderenti (comuni, circoscrizioni di grandi comuni, reti o unioni di comuni, circondari, comunità montane, province) si impegnino ad attivare costituenti di processi partecipativi strutturati, inserendo gli obiettivi e le modalità del processo nei propri statuti;
che il Nuovo Municipio ripudia la guerra e ogni altra forma di violenza esercitata nei confronti di Stati, popoli, gruppi etnici e singoli individui;
che promuove e persegue la cultura della pace, della cooperazione e della solidarietà tra i popoli ed assume la diversità di sesso, cultura, convinzioni ideali e religiose come valori e risorse sulle quali costruire la propria attività.


CONSTATATO
che in Italia già altre importati città hanno aderito alla rete “Nuovo Municipio”, la Città di Perugia tra le più recenti;
Che l'Assessore al Comune di Narni con delega al decentramento sta lavorando ad un interessante progetto di rinnovamento delle Assemblee Territoriali.
CHIEDIAMO

Che IL CONSIGLIO COMUNALE DI NARNI aderisca alla carta d’intenti del Nuovo Municipio e ai principi procedurali e organizzativi di seguito richiamati:
1) I Nuovi Municipi si costituiscono come attori mondiali di un municipalismo federato e solidale, protagonisti della globalizzazione dal basso di modelli di sviluppo alternativi, attivando reti sociali, non gerarchiche e non competitive;
2) Gli Statuti comunali esplicitano l’orientamento e le procedure per attuare una gestione partecipata e socialmente condivisa del territorio. La partecipazione deve coinvolgere il maggior numero di abitanti, di attori sociali, culturali economici; fra quest’ultimi privilegia le imprese a finalità etica (ambientale e sociale), le forme di finanza etica, di consumo critico e di commercio equo e solidale;
3) Il Nuovo Municipio assume forme di Bilancio Partecipativo non come riferimento ad un modello dato ma come sperimentazione che tengono conto delle peculiarità sociali, ambientali, di tradizione civica e di esperienze partecipative appartenenti a ciascun contesto. In questa direzione assume come elementi fondamentali: la statuizione della partecipazione, la reiterazione sistematica e stabile del processo partecipativo nelle forme decisionali, l’impegno al passaggio necessario delle politiche attraverso la produzione sociale delle stesse nei nuovi istituti partecipativi.-

Che IL CONSIGLIO COMUNALE DI NARNI aderisca alle azioni territoriali e sociali della rete del nuovo municipio promuovendo nel proprio territorio:
1) Il coinvolgimento dei cittadini e la molteplicità degli attori sociali nel riconoscimento e nella valorizzazione del patrimonio territoriale e sociale (risorse ambientali, del paesaggio, del territorio storico della cultura locale);
2)L’attivazione di cantieri sociali di trasformazione urbana nei quartieri e nelle periferie con lo scopo di contrastare la condizione di perifericità ed emarginazione;
3) Il riconoscimento del ruolo pubblico nella produzione e gestione dei servizi e dei beni fondamentali della riproduzione della vita (acqua, energia, beni ambientali, sanità, istruzione) contrastandone la gestione privata secondo logiche di profitto;
4) La collaborazione con le iniziative auto-promosse dagli abitanti con il mondo associativo, del terzo settore, le imprese sociali, i nuovi agricoltori che valorizzano l’ambiente e la qualità dell’alimentazione, per la produzione e la gestione di beni e servizi di pubblica utilità;
5) L’assunzione come orientamento generale una politica di redistribuizione del reddito a favore delle fasce meno ambienti attraverso sia una forte progressività delle imposte e dei tributi, sia lo sviluppo del sistema dei servizi sociali;
6) L’impegno a condurre una battaglia contro il sistema esistente di mobilità delle persone e delle merci fondato sull’automobile e sul traffico privato motorizzato, attraverso la sperimentazione su larga scala di forme ambientalmente sostenibili di trasporto collettivo e lo sforzo teso a ridurre, attraverso il rafforzamento di reti di insediamenti tendenzialmente auto-centrati, gli spostamenti pendolari di massa;
7) L’impegno in un programma contro la povertà e l’esclusione sociale, in particolare sui problemi della casa e dell’immigrazione per una politica di accoglienza, di riconoscimento delle diversità e nella promozione di forme di cittadinanza incluse a livello culturale , di genere e di generazione, in questo senso a partire dal riconoscimenti dei pieni diritti di cittadinanza politica con il diritto di voto, il diritto all’elettorato amministrativo attivo e passivo per i residenti non cittadini.
8) Il Nuovo Municipio è fortemente preoccupato delle conseguenze economiche e sociali dei processi di flessibilizzazione e precarizzazione del lavoro. Esso si attiva a ricercare le forme di superamento di strumenti di questa natura nella gestione delle proprie attività. SI impegna a tutelare i diritti dei lavoratori del proprio territorio, promuove una politica del lavoro nei propri territori tesa a favorire la piena occupazione, la stabilità del posto di lavoro, il rispetto delle norme contrattuali e di sicurezza del lavoro, e a favorire lo sviluppo delle imprese a finalità sociale ed etica.

Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE

domenica 2 marzo 2008

INTERROGAZIONE - Associazione “Città di Narni per la formazione superiore, gli studi universitari e la ricerca”.

INTERPELLANZA

Al Sindaco del Comune di Narni

All’ Assessore competente

Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

Narni, lì 02/03/08

OGGETTO: Associazione “Città di Narni per la formazione superiore, gli studi universitari e la ricerca”.

L'Associazione è stata promossa dal Comune di Narni e dalla Provincia di Terni per assolvere, come recita lo statuto e come si legge nel sito web, le seguenti funzioni:
"Favorire nel territorio del Comune di Narni l'insediamento di facoltà universitarie, corsi di laurea di base e specialistici, borse di dottorato e post-dottorato, master universitari, corsi di formazione superiore, centri di ricerca e di studio;
Promuovere e finanziare programmi di ricerca e progetti di carattere comunitario da svolgersi in collaborazione con le Istituzioni dell'Unione Europea;
Attuare ogni possibile iniziativa volta alla promozione delle attività culturali finalizzate alle innovazioni e allo sviluppo delle risorse umane in collegamento con le forze produttive locali, i distretti scolastici, gli istituti regionali di ricerca, le università, in una prospettiva di formazione permanente".

Prefiggendosi il medesimo scopo il Comune di Narni ha successivamente partecipato attivamente alla costruzione del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Terni, ritenendolo certamente la sede più opportuna e lo strumento più efficace per l'elaborazione di una politica Universitaria. La nascita del Consorzio, che ha assorbito quelle che erano le competenze dell'associazione ormai di fatto svuotata di esse, ha spinto la Provincia di Terni ha disimpegnarsi dall'associazione stessa ritenendola ormai priva di alcun ruolo.

Il Comune di Narni non ha ritenuto di fare altrettanto.

Ci chiediamo e chiediamo, dunque, all'amministrazione quali sono le ragioni che giustificano il permanere dell'associazione e i relativi costi, e quale ruolo e quali compiti essa realmente svolge dopo l'istituzione del consorzio.


Alfonso Morelli - Capogruppo Rifondazione Comunista

Federico Novelli - Capogruppo Partito Socialista

Roberto Scorzoni - Capogruppo Comunisti Italiani

sabato 23 febbraio 2008

MOZIONE - Istituzione di un fondo per finanziare tesi di laurea con oggetto il territorio di Narni

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
All’Assessore alle Politiche Giovanili, alla Scuola e all’Università
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 23/02/2008
OGGETTO: istituzione di un fondo per finanziare tesi di laurea con oggetto il territorio di Narni.
E’ compito dell’istituzione pubblica avere come obiettivo principale del diritto allo studio universitario quello di realizzare condizioni favorevoli per il proseguimento degli studi da parte di studenti capaci e meritevoli, in particolare se privi di mezzi. Il percorso universitario rappresenta uno dei momenti più impegnativi nella vita di un giovane studente nonché un impegno economico importante per la famiglia che lo sostiene.Ne consegue che premiare la costanza nello studio deve diventare un obiettivo da perseguire anche a livello amministrativo locale e non solo nazionale. Favorire la crescita culturale di una comunità non solo è un dovere dell’amministrazione che governa la città, ma rappresenta anche una risorsa che permette di individuare le risposte immediate ai problemi che sorgono in un territorio in continuo mutamento a causa soprattutto di un sistema economico e produttivo sempre più dinamico e “dematerializzato”. Dentro questo quadro complesso il riconoscimento pubblico da parte della comunità e delle istituzioni, soprattutto per un Comune delle dimensioni come quelle di Narni, non fa altro che accrescere il senso di appartenenza e favorisce la formazione di una classe dirigente preparate e disposta ad investire nel proprio territorio di origine.
Si impegna pertanto il Sindaco e l’intera Giunta del Comune di Narni
- ad istituire un fondo destinato a finanziare i lavori di tesi dei laureandi narnesi che decidono di elaborare una ricerca con oggetto la città di Narni ;
- a destinare uno spazio nella biblioteca comunale ai lavori in questione;
- ad istituire un momento celebrativo prima di ogni Consiglio Comunale utile in cui si premiano tutti i neo laureati della nostra città.
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE

sabato 9 febbraio 2008

MOZIONE - Protocollo per una corretta promozione ed integrazione nel paesaggio degli impianti eolici

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
All’ Assessore all’Urbanistica
All’ Assessore all’Ambiente
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

Narni, lì 9/2/08
OGGETTO: protocollo per una corretta promozione ed integrazione nel paesaggio degli impianti eolici.

Premesso

che l’utilizzo dell’energia eolica consente di evitare l’immissione in atmosfera delle sostanze inquinanti e dei gas serra prodotti dalle centrali convenzionali. Considerando ciò che emette mediamente una centrale elettrica convenzionale, per kWh prodotto con l’eolico si evitano (Fonte ENEA):
1.000 g/kWh di CO2 (anidride carbonica)
1,4 g/kWh di SO2 (anidride solforosa)
1,9 g/kWh di NOX (ossidi di azoto)


che i moderni aerogeneratori a distanza di 150/180 metri producono un rumore di 45 decibel (equivalente ad una conversazione a bassa voce)

Considerato
che l’Italia, aderendo al protocollo di Kyoto, si è impegnata nei confronti della comunità mondiale a ridurre entro il 2012 del 6,5% le emissioni dei sei principali gas serra rispetto alle emissioni del 1990;
che la regione Umbria, nel piano energetico regionale, prevede per la dorsale appenninica Umbria-Sud 1700 GWh di produzione annua di energia elettrica con una produzione evitata di CO2 pari a 1.700.000 tonnellate annue, di SOx pari a 2.380 tonnellate annue e di SOx pari a 3.230 tonnellate annue;
che la Regione Umbria nel piano regionale energetico si impegna ad autorizzare impianti eolici purchè ricadenti al di fuori delle zone sotto individuate:
1 Parchi nazionali, Parchi interregionali e Parchi regionali;
2. Siti Natura 2000 ovvero siti di interesse comunitario (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.);
3. Aree di elevata diversità floristico-vegetazionale;
4. Aree sottoposte a vincolo paesaggistico individuate ai sensi degli artt. 139 ( lett. “C” e “D”) e 146 (lett. “B”, “I” e “M”) del Decreto Legislativo 29/10/99, n. 490;
che il Comune di Narni nell’estate 2007 ha aderito al progetto “Kyoto club” impegnandosi quindi verso una riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera e per contrastare i cambiamenti climatici;
che il Comune di Narni è interessato ad istallare nel proprio territorio impianti eolici;

Constatato
che l’impatto visivo e paesaggistico è inevitabile in quanto gli aerogeneratori sono visibili in ogni contesto ove vengono inseriti;
che gli effetti sulla fauna sono dovuti ai possibili impatti degli uccelli con il rotore degli impianti;

Impegna

Il Sindaco e la Giunta comunale ad adottare come azione a sostegno dell’eolico:

massima trasparenza ed informazione intorno ai progetti, al territorio ed ai cittadini coinvolti, per mitigare gli impatti ritenuti più importanti negli specifici siti;
a destinare almeno il 50% delle risorse economiche derivanti dall’installazioni delle pale eoliche ai territori circostanti gli impianti sottoforma di agevolazioni fiscali o riduzioni delle imposte;
ad adottare come metodologia di lavoro nel proporre i progetti di impianti eolici il protocollo legambiente – anev (associazione nazionale energia dal vento), ovvero
L'individuazione del sito dovrà avvenire sulla base:
di uno studio delle potenzialità anemologiche locali necessarie alla valutazione della producibilità energetica dell'impianto,
di uno studio che oltre agli impatti dell'opera sull'ambiente evidenzi anche quelli sulla realtà socioeconomica locale;
di uno studio che evidenzi l'impatto visivo sul patrimonio naturale, storico, monumentale e paesistico - ambientale, direttamente interessato, necessario a valutare il grado di integrabilità dell'impianto nel paesaggio. Possibili misure di mitigazione dell'impatto visivo potranno essere l'interramento dei cavidotti a media e bassa tensione, propri dell'impianto e di collegamento alla rete elettrica, una distanza minima dalle abitazioni, la riduzione dell'effetto "selva" dai punti di vista più sensibili, in particolare dai centri abitati limitrofi, l'utilizzo di soluzioni cromatiche particolari.
La presentazione del progetto dovrà essere accompagnata da un atto di impegno al ripristino del sito e relativo piano ambientale, tecnico ed economico.
Dovranno essere definite prioritariamente azioni si informazione e sensibilizzazione per la condivisione del progetto da parte delle popolazioni e delle autorità locali.


In particolare il Comune di Narni si impegna a far rispettare alle aziende presentanti il progetto :
A. Per minimizzare l'impatto sul territorio e sull'ambiente:
L'obiettivo è di controllare e minimizzare attraverso il progetto gli impatti, di far tornare alle attività preesistenti il territorio non occupato dalle macchine, e eventualmente di verificare le forme di fruizione delle aree inserite in contesti panoramici.
Attenzioni progettuali:
Minimizzazione delle modifiche dell'habitat in fase di cantiere e di esercizio, e ripristino della eventuale flora eliminata nel corso dei lavori di costruzione e restituzione alla destinazione originaria delle aree di cantiere;
Attenzione alla stabilità dei pendii evitando pendenze in cui si possono innescare fenomeni di erosione;
Utilizzo dei percorsi di accesso presenti se tecnicamente possibile ed adeguamento dei nuovi eventualmente necessari alle tipologie esistenti se pienamente integrate nel paesaggio;
Aree dove escludere la realizzazione di impianti
Aree di nidificazione di rapaci o uccelli che utilizzano pareti rocciose e a grotte utilizzate da popolazioni di chirotteri.
Aree corridoio per l'avifauna migratoria interessate da flussi costanti nei periodi primaverili e autunnali.
Aree con presenza di alberi ad alto fusto
Zone A di parchi regionali e nazionali
Aree archeologiche
Ambiti con insediamenti ad una distanza inferiore ai 300 metri dagli impianti.
B. Per minimizzare l'impatto visivo e paesaggistico
Obiettivo è di tenere conto nel progetto dell'impatto prodotto dall'impianto, limitando l'interferenza sul contesto e intervenendo in forma consapevole nel modificare una porzione del paesaggio, per quanto possibile arricchendola di un nuovo elemento culturale antropico.
Attenzioni progettuali
Limitare l'interferenza visiva degli impianti considerando i punti di vista prioritari della porzione di territorio da cui l'impianto è chiaramente visibile;
Limitare e impedire l'alterazione del valore panoramico del sito oggetto dell'installazione ossia del quadro dei centri abitati e delle principali emergenze storiche, architettoniche, naturalistiche e dei punti di vista panoramici da cui l'impianto è chiaramente visibile;
Riduzione degli effetti visivi negativi dovuti all'addensamento di impianti dai punti di vista più sensibili, in particolare dai limitrofi centri abitati.
Utilizzo di torri tubolari o eventualmente a traliccio, per questi ultimi deve essere dimostrato, attraverso un apposito studio, la migliore compatibilità paesaggistica rispetto al paesaggio oggetto di intervento.
Utilizzo di soluzioni cromatiche neutre e di vernici antiriflettenti.
Interramento dei cavidotti a media e bassa tensione, propri dell'impianto e di collegamento alla rete elettrica.

C. Documentazione e contenuti di progetto
Per i predetti scopi si concorda che la Società che propone il progetto si impegna a presentare all’Amministrazione Comunale in una fase precedente alla presentazione della domanda per l'avvio dell'iter autorizzativo tutta la documentazione di progetto relativa agli impianti (compresi eventuali vincoli paesaggistici e ambientali, normativa sul rumore, VIA, ecc.).
In particolare la documentazione del progetto definitivo dovrà esplicitamente rispondere a criteri e obblighi previsti nei precedenti punti dell'accordo in merito all'impatto e in particolare chiarire in forma esaustiva:
caratteri del progetto (superfici interessate, interventi, potenza installata) e delle esigenze di utilizzazione del suolo durante le fasi di costruzione e di funzionamento, modalità di allaccio alla rete;
tecnologie e tecniche prescelte, con indicazione dei motivi principali della scelta compiuta dal committente tenendo conto dell'impatto sull'ambiente e paesistico.
caratteri delle aree interessate e del paesaggio (fotografie e simulazioni fotografiche dell'impianto e della visibilità dai centri abitati e dalle aree di maggior rilevanza; ortofotocarta dello stato dei luoghi attuale e previsto dal progetto);
impatto sul patrimonio naturale e storico, la flora e la fauna, sugli aspetti visivi e paesaggistici (Studi di Valutazione di impatto Ambientale e eventualmente Valutazione di Incidenza ambientale);
relazioni tra il progetto e gli strumenti di programmazione e di pianificazione vigenti, informazioni in merito alla localizzazione di impianti già installati nel territorio entro una distanza che li possa rendere visibili contemporaneamente.


Alfonso Morelli - Capogruppo PRC-SE

lunedì 21 gennaio 2008

MOZIONE - Politiche per una corretta gestione dei rifiuti

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
Alla giunta del Comune di Narni
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 17.01.2008
OGGETTO: politiche per una corretta gestione dei rifiuti
La vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro dell’inceneritore ASM sta arrecando giustamente inquietudine e preoccupazione nell’ intera comunità della conca ternana e di conseguenza anche in quella di Narni. Le accuse parlano di disastro ambientale dovuto ad emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti quali diossina ed acido cloridrico, all’immissione nel fiume Nera di metalli pesanti attraverso le acque reflue e di contaminazione del terreno di stoccaggio.Che la magistratura faccia quindi il proprio lavoro con il massimo della libertà ed autonomia ma allo stesso tempo che le amministrazioni locali della conca ternana e quella provinciale si attivino rapidamente per fare il punto della situazione ambientale e sanitaria dell’intera area. Inoltre, con il blocco dell’inceneritore, tutto il sistema di smaltimento sembra essere in sofferenza in quanto il territorio è attrezzato solamente con l’alternativa della discarica.Analizzando la questione in termini esclusivamente di gestione dei rifiuti, tutto ciò sta dimostrando come il nostro sistema di smaltimento concentrato sull’incenerimento e sulla discarica sia estremamente debole da un punto di vista gestionale e sia pericoloso da un punto di vista ambientale e sanitario. È inaccettabile inoltre pensare che un moderno, efficiente ed ecologico sistema integrato dei rifiuti possa dipendere dal riproporre incentivi pubblici (CIP 6) in favore dell'incenerimento degli stessi. L'azione svolta dall'Unione e dal Governo Prodi con la Finanziaria 2007, che ha consentito di destinare fondi e risorse pubbliche esclusivamente alle vere fonti rinnovabili, è un patrimonio politico che la Sinistra e gli ecologisti, oggi Sinistra e L’Arcobaleno, vogliono difendere e rivendicare anche a Narni. La problematica dello smaltimento dei rifiuti deve essere affrontata dagli enti competenti e dalle forze politiche e sociali il prima possibile affinché non si raggiunga anche in Umbria la criticità della regione campana. Data l’imminente discussione sul piano regionale dei rifiuti è necessario evitare toni allarmistici ed emergenziali i quali possono apportare solamente soluzioni affrettate e probabilmente interessate. Un piano condiviso e partecipato in cui siano affrontati sia aspetti tecnici che pratiche di trasparenza ed informazione. Il problema è complesso e di conseguenza non può avere delle soluzioni semplici o meglio semplicistiche come quella di ridurre la discussione ad una diatriba tra favorevoli e contrari al potenziamento o all’installazione di nuovi inceneritori. È opportuno quindi pensare i rifiuti dall’inizio del ciclo ovvero dalla loro produzione, prendendo coscienza del fatto che nessun sistema di rifiuti può essere ambientalmente sostenibile se continuiamo a produrre oltre 1,5 kg di spazzatura pro capite al giorno.
A fronte di queste riflessioni e data l’imminente stesura del piano regionale dei rifiuti si chiede pertanto di impegnare il Sindaco e l’intera Giunta comunale di Narni a presentare in sede regionale ed in tutte le sedi opportune le seguenti istanze:
- Sollecitare nel più breve tempo possibile l’approvazione del piano rifiuti regionale da parte del Consiglio Regionale, alla cui stesura sia garantita la massima partecipazione delle associazioni ambientaliste e dei consumatori;- garantire il principio di prossimità per ogni tipologia di rifiuto (speciale e non);
- garantire una gestione pubblica del ciclo della raccolta e del trattamento dei rifiuti;
- lavorare ad un impegno concreto per la riduzione alla fonte dei rifiuti;
- raggiungere il 65% minimo di raccolta differenziata entro il 2012;
- mantenere una costante informazione alla cittadinanza sulle modalità di raccolta e di smaltimento dei rifiuti;
- incentivare le amministrazioni più virtuose nella raccolta differenziata con opportuni riconoscimenti anche di natura economica;
- impegnarsi per l’attivazione di un sistema economico/imprenditoriale che determini la creazione di filiere produttive del recupero e del riutilizzo, nonché del biodegradabile.
Solo dopo aver programmato e realizzato un piano di rifiuti come quello sopra esposto, cioè un sistema virtuoso di raccolta/riciclo/riutilizzo, sarà possibile ricorrere a soluzioni finali della trasformazione del rifiuto, come la termovalorizzazione e la discarica. Va da sè pertanto l’obbligo di adottare le più recenti tecnologie di trattamento del rifiuto a disposizione sia per la salvaguardia della salute dei cittadini sia dell’ambiente in generale.

Alfonso Morelli Capogruppo PRC-SE Roberto Scorzoni Capogruppo P.d.C.I.

martedì 18 dicembre 2007

MOZIONE - Installazione barriere antirumore a S.Liberato

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
All’ Assessore all’Urbanistica
All’ Assessore all’Ambiente
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 17/12/2007
OGGETTO: installazione barriere antirumore a S.Liberato
PREMESSO
- che la frazione di San Liberato soffre da decenni della mancata realizzazione di adeguate barriere antirumore per proteggere le abitazioni dal rumore continuo e fastidioso generato dal traffico veicolare che attraversa il raccordo Orte-Terni;
- che il problema dell’inquinamento acustico, insieme a quello dell’assenza di una strada alternativa alla superstrada per uscire ed entrare nell’abitato, rappresentano una notevole causa di disagio per gli abitanti della frazione.
RILEVATO
- che L'Eurispes stima che nel 2004 il costo diretto e indiretto complessivo dei danni da inquinamento acustico si è attestato intorno all'1,5% del Pil, pari a circa 20 miliardi di euro e che sono 7 milioni gli italiani che soffrono di disturbi uditivi, mentre 7 italiani su 10 sono esposti a livelli di rumore superiori alle norme vigenti;
- che secondo una ricerca dell’ Organizzazione EuroAcustici e della Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre la causa principale di inquinamento acustico del territorio è dovuto al traffico stradale ed autostradale (53%);
- che l’inquinamento acustico, secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, determina notevoli problemi di salute di natura neurovegetativa e psichica: danni all’udito, danni all’apparato cardio-circolatorio, danni al sistema nervoso, stati di depressione, eccitazione, nevrosi.
CONSTATATO
- che per lenire tali effetti è stata più volte fatta presente, sia dagli abitanti con apposite raccolte firme sia da diversi rappresentanti politici in varie sedi amministrative, la necessità di installare delle barriere antirumore lungo il tratto di strada interno al caseggiato;
- che non si è ancora giunti ad un risultato in tal senso, ed anche la possibilità che tale problema potesse essere risolto con la trasformazione del tracciato in autostrada è venuto meno.
- che il Comune di Narni si è dotato di un piano di zonizzazione acustica impegnandosi di fatto per un risanamento acustico dell’intero territorio comunale.
IMPEGNA
ll Sindaco, gli Assessori all’ Urbanistica e all'Ambiente
- affinché si facciano concreti promotori della realizzazione nel breve periodo delle barriere antirumore nella frazione di S. Liberato;
- di valutare la possibilità di installazione di barriere antirumore integrate con impianti fotovoltaici;
- di estendere, dopo una prima sperimentazione, anche ad altri tratti stradali del Comune tale soluzione tecnica innovativa che potrebbe rendere maggiormente interessante un investimento in questa opera.
Si precisa inoltre che l’Università di Perugia, ed in particolare il CIRIAF della Facoltà di Ingegneria, è già impegnata nella messa appunto e nel perfezionamento di sistemi fotovoltaici integrati a barriere antirumore e che quindi potrebbe rappresentare un perfetto punto di riferimento per avviare una sperimentazione nel territorio narnese. Si rende noto inoltre che già esistono nel territorio italiano dei progetti avviati: recentemente la Giunta Provinciale di Trento ha dato il via libera al progetto esecutivo di una barriera antirumore con integrato impianto fotovoltaico da installare nella corsia sud dell'Autobrennero tra Marano e Brancolino di Isera. I pannelli fotovoltaici saranno integrati in una barriera antirumore dell'autostrada e potranno garantire parte dell'energia elettrica del comune di Isera. Con il conto energia che finanzia gli impianti fotovoltaici il comune può garantirsi un introito monetario derivante dalla produzione elettrica dei pannelli (oltretutto con il massimo della tariffa incentivante) ed insieme migliorare la qualità della vita degli abitanti.
Alfonso Morelli - Capogruppo PRC-SE

venerdì 30 novembre 2007

MOZIONE - Elaborazione di un piano per l’edilizia sociale nel Comune di Narni

MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
All’Assessore alle Politiche Sociali
All’Assessore all’Edilizia Popolare
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni

OGGETTO: elaborazione di un piano per l’edilizia sociale nel Comune di Narni. La casa è un bene comune oltre che un diritto primario e non può più essere messo in secondo piano dalla cosiddetta agenda politica. Una società civile che si vuole definire tale deve sentirsi pertanto obbligata a garantire ai cittadini la possibilità di soddisfare i propri bisogni più elementari, casa inclusa.Una ricerca del CRESME, eseguita per conto dell’ANCI, fa una panoramica interessante ed esaustiva della situazione abitativa odierna del nostro Paese. Nell’arco di tempo che va dal 1997 al 2005 si è verificato un autentico boom del mercato immobiliare. I prezzi delle abitazioni sono aumentati del 51%, gli affitti sono cresciuti in maniera costante del 49%, con picchi dell’85% nei grandi comuni (nel ternano, pur non essendo un grande comune, sono cresciuti del 90%). E risulta indubitabile che le forme più gravi del disagio abitativo si alimentino nell’ambito della locazione. C’è da aggiungere inoltre a questo quadro un altro elemento significativo e di notevole influenza. Si tratta degli incrementi dei prezzi di vendita e locazione dovuti alla presenza delle facoltà universitarie, pur rappresentando esse una insostituibile risorsa economica e culturale per le città che le ospitano. La mancanza di politiche dell’accoglienza e della residenzialità studentesca ha creato infatti una nuova e forte domanda abitativa che si è scaricata soprattutto sull'offerta di edilizia residenziale in locazione. Di fatto, se per le famiglie di reddito medio l’incidenza dell’affitto sul reddito è del 30%, per le famiglie a basso reddito (fino a 10.000 euro annui) la situazione è drammatica: il 47% dello stipendio se ne va in affitto e la situazione va sempre più peggiorando. In Italia, come in altri paesi europei e non solo, si stanno moltiplicando esperienze ed iniziative di lotta da parte di movimenti e comitati di cittadini che mettono in campo varie forme di resistenza per difendere i propri diritti dalla speculazione e dalle inique logiche di mercato. Narni non è purtroppo estranea a questa emergenza ed è pertanto indispensabile affrontare tale circostanza critica prima che si trasformi in esasperazione.
E’ necessario definire quindi una politica sociale della casa recuperando il ruolo fondamentale dell’iniziativa pubblica per garantire una soluzione abitativa ai ceti sociali con redditi medio bassi, alle nuove povertà, ai giovani, ai migranti, agli studenti fuori sede.
È necessaria una pianificazione chiara ed efficiente che sappia dare una soluzione pronta a tutte le soggettività sopra citate sia nell’immediato che nel medio e lungo periodo. Forme di monitoraggio e di osservazione permanente sulle condizioni della realtà abitativa narnese garantirebbero maggiore controllo sia nel privato sia nella gestione degli immobili pubblici. Soluzioni che possono essere rapidamente pianificate visto che entro quest’anno si prevede la consegna alle Regioni, da parte dello Stato, di 550 milioni di euro per riqualificare 20.000 alloggi.
Si chiede pertanto al Consiglio Comunale di Narni di impegnare il Sindaco, l'Assessore alle Politiche Sociali e l'Assessore all’Edilizia Popolare a farsi promotori presso la Regione Umbria della costruzione di un tavolo interistituzionale fra Regione e Comune al fine di elaborare un vero e proprio piano di edilizia sociale per il comune di Narni.

Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE