MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
Agli Assessori Competenti
Al Presidente del Consiglio del Comune di Narni
Narni, lì 13/11/08
OGGETTO: Adesione alla Campagna "FIOCCO BIANCO – Uomini, con le donne, contro la violenza verso donne" .
PREMESSA
Il 25 novembre 2008 sarà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Da diversi anni si svolge in tutta Italia la Campagna del Fiocco Bianco, iniziativa che da spazio e visibilità agli uomini che vogliono impegnarsi contro la violenza alle donne. Una proposta, quindi, che vuole esortare gli uomini a parlare di violenza contro le donne, a prendere le proprie iniziative e a muoversi in maniera attiva.
Per tale motivo si chiede al Consiglio Comunale di Narni di approvare il seguente
ORDINE DEL GIORNO
La violenza domestica è una delle principali cause di morte per le donne prima degli incidenti stradali, del cancro e della guerra.
La campagna del Fiocco Bianco è il più grande sforzo nel mondo di uomini che lavorano per mettere fine alla violenza sulle donne
In molti Paesi dal 25 Novembre (Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne) al 10 Dicembre si svolge il momento centrale della Campagna del Fiocco Bianco.
La Campagna del Fiocco Bianco, nata in Canada nel 1991, rappresenta la più vasta azione al mondo (sono coinvolti circa 50 Paesi) condotta da uomini che operano per porre fine alla violenza degli uomini sulle donne.
Portare un fiocco bianco rappresenta un impegno personale a non commettere mai, né a giustificare o a rimanere in silenzio di fronte ad atti di violenza commessi sulle donne.
Definito questo come principale obiettivo, l'impegno si estende anche ad ogni atto di violenza contro chiunque sia compiuto, in particolare sui bambini.
La Campagna del Fiocco Bianco si attiva a livello locale su iniziativa decentrata di singoli, gruppi, enti, associazioni.
Il Comune di Narni aderisce quindi alla "Campagna del Fiocco Bianco" assumendo le seguenti iniziative:
- invitare tutti i Consiglieri e membri della Giunta ad indossare un Fiocco Bianco durante il periodo di svolgimento della campagna;
- promuovere nel corso dell'anno una campagna di sensibilizzazione e informazione nelle scuole sulla violenza, a partire da un approccio di genere, per evitare il diffondersi di fenomeni sociali di violenza tra ragazzi e ragazze, affidandone il coordinamento all'Assessore alla scuola di concerto con la Commissione Consigliare pertinente;
- promuovere un osservatorio comunale sul maltrattamento alla donna;
- sostenere la Campagna del Fiocco Bianco, atto che permette di diventare Comune Fiocco Bianco con la pubblicazione sul sito ufficiale www.fioccobianco.it
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC - SE
giovedì 13 novembre 2008
martedì 28 ottobre 2008
INTERPELLANZA - Viabilità Narni Centro Storico
Narni, lì 28/10/08
OGGETTO: Viabilità Narni Centro Storico
PREMESSA
Narni Centro, come tutte le città storiche di Italia ed in particolare dell’Umbria, ha la specificità
di essere una città di medie dimensioni ad elevato valore turistico il cui centro urbano è
caratterizzato da un numero limitato di residenti ma con una grande capacità di attrazione
quali turisti e studenti. Una struttura urbanistica ad alto pregio storico con strade strette e con
notevoli dislivelli che crea inevitabilmente per il centro storico una grave criticità in merito alla
viabilità locale aggravata dal fatto che, oltre ai residenti ed ai turisti, nella realtà narnese sono
presenti anche i servizi per il territorio, le attività commerciali e sociali. In sostanza l’obiettivo
di una corretta politica per centri storici deve essere quello di imporre vincoli che aiutino a
portare nel centro il maggior numero di persone in forma organizzata. E’ ormai chiaro che la
pressione esercitata dai veicoli, unita nella maggioranza dei casi ad un inefficace servizio di
trasporto pubblico, impedisce un corretto ed ordinato sviluppo socio-economico del centro
stesso. La soluzione dei problemi richiede interventi ed attività coordinate tra loro: non sono
necessari grandi investimenti piuttosto politiche attente accompagnate da precise normative
ben definite, che non prevedano deroghe e soprattutto fatte rispettare in maniera rigorosa.
Tali normative devono essere in grado di strutturare il centro storico attraverso la creazione di
Zone blu e ZTL capaci di organizzare spazi completamente riconquistati ai pedoni e di garantire
un posto auto per i residenti impedendo l’”invasione” da parte dei restanti veicoli. Infatti
bisogna aggiungere che un altro punto critico è rappresentato dal trasporto delle merci in
ambito urbano. Essendo le città, specialmente quelle d’arte, un centro commerciale naturale,
occorre che venga messa a punto anche una adeguata organizzazione per il rifornimento delle
merci. Fino ad oggi l’Amministrazione si è interessata al problema attraverso la
regolamentazione mediante finestre temporali, con conseguente contrazione degli orari di
accesso e permanenza dei veicoli commerciali. Questo ha prodotto la concentrazione in alcune
ore del giorno di tutta la movimentazione merci, sia in entrata che in uscita, con gravi
conseguenze sia in termini di traffico, di inquinamento e di sicurezza per i pedoni. Situazione
analoga, infine, si verifica nelle ore di ingresso ed uscita dalle scuole. Tali considerazioni
sembrerebbero coincidere per molti versi con la filosofia del piano attualmente in vigore, ma i
fatti smentiscono gli intenti dell’amministrazione e ad oggi la situazione sembra essere fuori
controllo. Nei prossimi giorni si dovrebbe finalmente convocare un’assemblea pubblica
ampiamente invocata dalla cittadinanza ma che ad oggi deve essere ancora indetta in maniera
ufficiale. E’ quindi fondamentale che l’Amministrazione lo faccia il prima possibile per discutere
definitivamente con cittadini ed associazioni di varia natura, tenendo fede così agli impegni
presi in termini di partecipazione, di come riorganizzare la viabilità del centro storico. Il tavolo
deve prevedere, però, anche la partecipazione di nuovi soggetti ad oggi mai convocati quali, ad
esempio, rappresentanti dell’ARPA, delle scuole, dei servizi sanitari e delle aziende dei trasporti
pubblici. Ma prima della necessaria revisione del piano viabilità del centro è opportuno, ed è
qui che si chiede al Sindaco ed agli Assessori competenti, riflettere a fondo sul perché il piano
in vigore sembra fallire e capire quali sono le cause che l’hanno fatto diventare inefficace
rispetto agli intenti iniziali per non reiterare eventuali errori. Per procedere a tale riflessione si
chiede quindi all’amministrazione: - gli orari di ingresso alla città sono stati fatti rispettare
sempre ed in maniera rigorosa? E con quale metodo? - La circolazione prevista dal piano
attuale è stata fatta rispettare? E con quale metodo? - i permessi ZTL erogati, di cui si chiede
l’esatto numero, sono compatibili con le intenzioni del piano? - I permessi ZTL erogati sono
coerenti con gli spazi a disposizione nel centro, sempre se esiste una stima, e rispondono alle
esigenze dei residenti? - Il servizio pubblico offre un servizio congruente alle intenzioni del
piano? - Poiché le statistiche indicano che il 30% del traffico è prodotto dalla ricerca del posto
auto, si ritiene che la segnaletica sia idonea? - Dato che i parcheggi hanno la capacità di
attrarre traffico, l’apertura alla sosta di piazza G.Marzio e del parcheggio degli Orti ai non
residenti, sta contribuendo al fallimento del piano? - di inserire all’ordine del giorno del primo
consiglio utile la discussione in merito alla viabilità del centro storico
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE
OGGETTO: Viabilità Narni Centro Storico
PREMESSA
Narni Centro, come tutte le città storiche di Italia ed in particolare dell’Umbria, ha la specificità
di essere una città di medie dimensioni ad elevato valore turistico il cui centro urbano è
caratterizzato da un numero limitato di residenti ma con una grande capacità di attrazione
quali turisti e studenti. Una struttura urbanistica ad alto pregio storico con strade strette e con
notevoli dislivelli che crea inevitabilmente per il centro storico una grave criticità in merito alla
viabilità locale aggravata dal fatto che, oltre ai residenti ed ai turisti, nella realtà narnese sono
presenti anche i servizi per il territorio, le attività commerciali e sociali. In sostanza l’obiettivo
di una corretta politica per centri storici deve essere quello di imporre vincoli che aiutino a
portare nel centro il maggior numero di persone in forma organizzata. E’ ormai chiaro che la
pressione esercitata dai veicoli, unita nella maggioranza dei casi ad un inefficace servizio di
trasporto pubblico, impedisce un corretto ed ordinato sviluppo socio-economico del centro
stesso. La soluzione dei problemi richiede interventi ed attività coordinate tra loro: non sono
necessari grandi investimenti piuttosto politiche attente accompagnate da precise normative
ben definite, che non prevedano deroghe e soprattutto fatte rispettare in maniera rigorosa.
Tali normative devono essere in grado di strutturare il centro storico attraverso la creazione di
Zone blu e ZTL capaci di organizzare spazi completamente riconquistati ai pedoni e di garantire
un posto auto per i residenti impedendo l’”invasione” da parte dei restanti veicoli. Infatti
bisogna aggiungere che un altro punto critico è rappresentato dal trasporto delle merci in
ambito urbano. Essendo le città, specialmente quelle d’arte, un centro commerciale naturale,
occorre che venga messa a punto anche una adeguata organizzazione per il rifornimento delle
merci. Fino ad oggi l’Amministrazione si è interessata al problema attraverso la
regolamentazione mediante finestre temporali, con conseguente contrazione degli orari di
accesso e permanenza dei veicoli commerciali. Questo ha prodotto la concentrazione in alcune
ore del giorno di tutta la movimentazione merci, sia in entrata che in uscita, con gravi
conseguenze sia in termini di traffico, di inquinamento e di sicurezza per i pedoni. Situazione
analoga, infine, si verifica nelle ore di ingresso ed uscita dalle scuole. Tali considerazioni
sembrerebbero coincidere per molti versi con la filosofia del piano attualmente in vigore, ma i
fatti smentiscono gli intenti dell’amministrazione e ad oggi la situazione sembra essere fuori
controllo. Nei prossimi giorni si dovrebbe finalmente convocare un’assemblea pubblica
ampiamente invocata dalla cittadinanza ma che ad oggi deve essere ancora indetta in maniera
ufficiale. E’ quindi fondamentale che l’Amministrazione lo faccia il prima possibile per discutere
definitivamente con cittadini ed associazioni di varia natura, tenendo fede così agli impegni
presi in termini di partecipazione, di come riorganizzare la viabilità del centro storico. Il tavolo
deve prevedere, però, anche la partecipazione di nuovi soggetti ad oggi mai convocati quali, ad
esempio, rappresentanti dell’ARPA, delle scuole, dei servizi sanitari e delle aziende dei trasporti
pubblici. Ma prima della necessaria revisione del piano viabilità del centro è opportuno, ed è
qui che si chiede al Sindaco ed agli Assessori competenti, riflettere a fondo sul perché il piano
in vigore sembra fallire e capire quali sono le cause che l’hanno fatto diventare inefficace
rispetto agli intenti iniziali per non reiterare eventuali errori. Per procedere a tale riflessione si
chiede quindi all’amministrazione: - gli orari di ingresso alla città sono stati fatti rispettare
sempre ed in maniera rigorosa? E con quale metodo? - La circolazione prevista dal piano
attuale è stata fatta rispettare? E con quale metodo? - i permessi ZTL erogati, di cui si chiede
l’esatto numero, sono compatibili con le intenzioni del piano? - I permessi ZTL erogati sono
coerenti con gli spazi a disposizione nel centro, sempre se esiste una stima, e rispondono alle
esigenze dei residenti? - Il servizio pubblico offre un servizio congruente alle intenzioni del
piano? - Poiché le statistiche indicano che il 30% del traffico è prodotto dalla ricerca del posto
auto, si ritiene che la segnaletica sia idonea? - Dato che i parcheggi hanno la capacità di
attrarre traffico, l’apertura alla sosta di piazza G.Marzio e del parcheggio degli Orti ai non
residenti, sta contribuendo al fallimento del piano? - di inserire all’ordine del giorno del primo
consiglio utile la discussione in merito alla viabilità del centro storico
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE
venerdì 24 ottobre 2008
mercoledì 22 ottobre 2008
Assemblea Permanente degli Studenti Universitari e Medi
Terni lì, 20 Ottore 2008
COMUNICATO COSTITUTIVO
Si è svolta presso la facoltà di Scienze Politiche in data 20 Ottobre 2008 alle ore 18:00, l’Assemblea allargata tra gli studenti di suddetta facoltà e altre realtà studentesche di Terni, tra cui universitari e studenti medi.
L’unico punto all’ordine del giorno dell’assemblea era l’analisi della legge 133 del 06 Agosto 2008 del Ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca di concerto col ministero dell’economia e delle finanze, in particolar modo le disposizioni riguardanti gli artt. 16, 64, 66.
I tagli indiscriminati al fondo di finanziamento ordinario, il blocco del turn-over per i ricercatori, la possibilità delle università di diventare delle fondazioni di diritto privato; tutto questo si va ad aggiungere alle misure inaccettabili che riguardano le scuole elementari e materne, colpendo sia il corpo docenti (ritorno al maestro unico), sia gli studenti (grembiule obbligatorio e voto in condotta), sia gli immigrati (creazione delle classi differenziali per studenti stranieri), sia il personale tecnico-amministrativo. Il ministro Gelmini porta quindi avanti la campagna di “distruzione” della scuola e dell’università pubblica italiana. Ancora una volta la cultura e l’istruzione vanno a ricoprire nel nostro paese un ruolo marginale, diventando bersaglio facile per far fronte ad una crisi economica internazionale.
I partecipanti dell’assemblea, dopo l’analisi della legge 133, hanno deciso di dare avvio a una mobilitazione, per aggiungere la propria “goccia” all’ondata di proteste che in tutta Italia sta attraversando le diverse realtà dell’Istruzione e della Cultura, ribadendo a voce alta che Non saremo noi a pagare la vostra crisi!
I diversi esperimenti di lotta che si stanno affermando in questi giorni nel nostro Paese ci hanno portato alla creazione di una ASSEMBLEA PERMANENTE, attraverso la creazione di una rete tra le diverse entità del tessuto cittadino colpite dagli attacchi del governo. L’assemblea, che inizia i lavori all’interno della Facoltà di Scienze Politiche, ha deciso di agire in un primo momento attraverso la diffusione di volantini informativi sull’esistenza stessa di tale realtà assembleare e sulla legge 133, per passare poi in un secondo momento all’azione diretta attraverso la partecipazione attiva ai momenti di protesta nazionali, regionali e attraverso la creazione di una o più giornate di mobilitazione nella stessa città di Terni.
La rabbia degli studenti sta scoppiando anche in una città che sembrava fino ad una settimana lontana dal movimento di studenti e precari.
La costituzione di questa assemblea vuole cercare di unire tutti i soggetti interessati, studenti universitari e medi superiori, docenti, ricercatori e genitori.
Siamo convinti che unendo le forze riusciremo a risvegliare anche in questa provincia l’interesse e l’indignazione, riuscendo a creare una mobilitazione per salvare e migliorare il nostro sistema di istruzione che ormai da diversi anni subisce gli attacchi dei vari governi che si vanno costituendo nel nostro paese e per far emergere una realtà, quella della precarietà, che fa parte del futuro di ognuno di noi.
Qualsiasi singolo o entità del territorio è invitata ad aderire all’assemblea permanente attraverso una mail all’indirizzo: assemblea.terni@gmail.com per ricevere notizie e informazioni sull’ASSEMBLEA PERMANENTE e sui prossimi incontri.
Preghiamo tutti coloro che riceveranno questo comunicato di inoltrare questa e-mail a chiunque può essere interessato a questo progetto.
Per essere iscritti alla mailing-list (per chi non ne facesse già parte) è sufficiente mandare una mail all’indirizzo assemblea.terni@gmail.com scrivendo semplicemente “aggiungetemi”.
Vi saranno presto spediti al vostro indirizzo tutti gli aggiornamenti e nuovi sviluppi dell’Assemblea Permanente.
Non esitate a contattarci per comunicare eventuali problemi, iniziative o disponibilità per volantinaggio, creazione dell’opuscolo informativo sulla legge 133 ecc.
Preoccupiamoci del nostro futuro!
Assemblea Permanente Terni
COMUNICATO COSTITUTIVO
Si è svolta presso la facoltà di Scienze Politiche in data 20 Ottobre 2008 alle ore 18:00, l’Assemblea allargata tra gli studenti di suddetta facoltà e altre realtà studentesche di Terni, tra cui universitari e studenti medi.
L’unico punto all’ordine del giorno dell’assemblea era l’analisi della legge 133 del 06 Agosto 2008 del Ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca di concerto col ministero dell’economia e delle finanze, in particolar modo le disposizioni riguardanti gli artt. 16, 64, 66.
I tagli indiscriminati al fondo di finanziamento ordinario, il blocco del turn-over per i ricercatori, la possibilità delle università di diventare delle fondazioni di diritto privato; tutto questo si va ad aggiungere alle misure inaccettabili che riguardano le scuole elementari e materne, colpendo sia il corpo docenti (ritorno al maestro unico), sia gli studenti (grembiule obbligatorio e voto in condotta), sia gli immigrati (creazione delle classi differenziali per studenti stranieri), sia il personale tecnico-amministrativo. Il ministro Gelmini porta quindi avanti la campagna di “distruzione” della scuola e dell’università pubblica italiana. Ancora una volta la cultura e l’istruzione vanno a ricoprire nel nostro paese un ruolo marginale, diventando bersaglio facile per far fronte ad una crisi economica internazionale.
I partecipanti dell’assemblea, dopo l’analisi della legge 133, hanno deciso di dare avvio a una mobilitazione, per aggiungere la propria “goccia” all’ondata di proteste che in tutta Italia sta attraversando le diverse realtà dell’Istruzione e della Cultura, ribadendo a voce alta che Non saremo noi a pagare la vostra crisi!
I diversi esperimenti di lotta che si stanno affermando in questi giorni nel nostro Paese ci hanno portato alla creazione di una ASSEMBLEA PERMANENTE, attraverso la creazione di una rete tra le diverse entità del tessuto cittadino colpite dagli attacchi del governo. L’assemblea, che inizia i lavori all’interno della Facoltà di Scienze Politiche, ha deciso di agire in un primo momento attraverso la diffusione di volantini informativi sull’esistenza stessa di tale realtà assembleare e sulla legge 133, per passare poi in un secondo momento all’azione diretta attraverso la partecipazione attiva ai momenti di protesta nazionali, regionali e attraverso la creazione di una o più giornate di mobilitazione nella stessa città di Terni.
La rabbia degli studenti sta scoppiando anche in una città che sembrava fino ad una settimana lontana dal movimento di studenti e precari.
La costituzione di questa assemblea vuole cercare di unire tutti i soggetti interessati, studenti universitari e medi superiori, docenti, ricercatori e genitori.
Siamo convinti che unendo le forze riusciremo a risvegliare anche in questa provincia l’interesse e l’indignazione, riuscendo a creare una mobilitazione per salvare e migliorare il nostro sistema di istruzione che ormai da diversi anni subisce gli attacchi dei vari governi che si vanno costituendo nel nostro paese e per far emergere una realtà, quella della precarietà, che fa parte del futuro di ognuno di noi.
Qualsiasi singolo o entità del territorio è invitata ad aderire all’assemblea permanente attraverso una mail all’indirizzo: assemblea.terni@gmail.com per ricevere notizie e informazioni sull’ASSEMBLEA PERMANENTE e sui prossimi incontri.
Preghiamo tutti coloro che riceveranno questo comunicato di inoltrare questa e-mail a chiunque può essere interessato a questo progetto.
Per essere iscritti alla mailing-list (per chi non ne facesse già parte) è sufficiente mandare una mail all’indirizzo assemblea.terni@gmail.com scrivendo semplicemente “aggiungetemi”.
Vi saranno presto spediti al vostro indirizzo tutti gli aggiornamenti e nuovi sviluppi dell’Assemblea Permanente.
Non esitate a contattarci per comunicare eventuali problemi, iniziative o disponibilità per volantinaggio, creazione dell’opuscolo informativo sulla legge 133 ecc.
Preoccupiamoci del nostro futuro!
Assemblea Permanente Terni
venerdì 17 ottobre 2008
MOZIONE - IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA IN OPPOSIZIONE ALLA RIFORMA GELMINI
ORDINE DEL GIORNO
NARNI, lì 16/10/2008
OGGETTO: IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA IN OPPOSIZIONE ALLA RIFORMA GELMINI
8 miliardi di euro in meno al sistema scolastico italiano. In sintesi, secondo la riforma Gelmini, la scuola pubblica dovrebbe funzionare con 87.000 docenti e 43.000 ata in meno, tornando al maestro unico e l’orario solo antimeridiano nella scuola elementare e dell’infanzia, senza considerare che la pluralità docente ha assicurato qualità educativa, attestata da tutte le indagini internazionali, e ha risposto ai bisogni sociali delle famiglie e delle donne che lavorano. La riforma prevede inoltre il superamento degli insegnanti di inglese sempre attraverso i maestri unici. Il tempo pieno sopravvive solo in relazione alla disponibilità di organici, fino a quando e nella misura in cui questa ci sarà, ed è comunque ridotto a servizio di doposcuola a domanda individuale.
E tutti questi tagli sono stati giustificati principalmente con una serie di motivazioni sull’andamento incontrollata della spesa per l’istruzione.
Ma dal 1990 al 2007 la spesa pubblica in rapporto al PIL per l’istruzione pubblica è passata dal 3,6% al 3,3% del PIL (- 16,9 miliardi di euro). Negli ultimi 10 anni la riduzione è stata pari allo 0,2% del PIL (3,07 miliardi di euro). Nello stesso periodo il numero complessivo di alunni è (+ 2% pari 152.246 alunni) mentre il numero degli insegnanti è diminuito (-2,38% pari a 17.651 docenti). Per ulteriore precisione, mentre la media delle principali economie mondiali investe il 5,8% del Pil nel proprio sistema scolastico, in Italia questa percentuale scende al 4,7%. E ancora: se tra il 1995 e il 2005 gli investimenti nella scuola nei Paesi dell’area Ocse sono aumentati del 41%, in Italia l'incremento è rimasto contenuto al 12%.
La spesa per l’istruzione non è affatto fuori controllo. Anche considerando il periodo 1997 – 2007, in cui la contrazione della spesa è stata più modesta, è evidente come la quota di risorse destinate alla scuola, non solo è sotto controllo, ma ha subito una significativa contrazione (fatta 100 la quota di PIL destinata alla scuola nel 1997, nel 2007 tale quota è scesa a 93).
Ma oltre all’aspetto prettamente economico, ci sono di fatto delle scelte del governo, quali il già citato maestro unico, la riformulazione del tempo pieno, aumento degli alunni per classe, abbassamento dell’età dell’obbligo scolastico da 16 a 14 anni, che di fatto sono il primo passo verso un chiaro smantellamento della istruzione pubblica. Ed infine la vergognosa mozione approvata alla Camera per cui ai bambini che non conoscono sufficientemente la lingua italiana vengono di fatto allontanati dalla scuola e da una qualsiasi forma di integrazione per inserirli in “classi speciali”. Senza considerare che la riforma prevede di fatto la privatizzazione delle università che da istituti pubblici si trasformano in fondazioni inevitabilmente condizionate alle volontà dei finanziatori. Per non parlare dei tagli previsti dal Ministro Brunetta per il mondo della ricerca scientifica:
Gli effetti di questa manovra sono in realtà solo destinati a destrutturare la scuola pubblica e a creare le condizioni per la sua privatizzazione. In questo quadro allarmante le amministrazioni locali devono assolutamente contrastare, con qualsiasi mezzo a disposizione, la logica perversa sottostante alla Riforma, una logica che vuole distruggere il valore della “cosa pubblica” e dei diritti di cittadinanza alla base della nostra Costituzione.
Con il presente ordine del giorno, il Consiglio dà mandato, come prima forma di contrasto alla riforma ed in difesa del sistema scolastico pubblico, alla Giunta ed al sindaco di partecipare con il gonfalone della città di Narni allo sciopero generale della scuola del prossimo 30 ottobre e far si che l’assessore competente si faccia promotore di iniziative pubbliche a sostegno della scuola pubblica per testimoniare l’impegno di tutti soggetti sociali, e quindi anche degli enti locali, per la difesa e la promozione di una scuola che, in ottemperanza con i principi della Costituzione, deve essere aperta a tutti, deve garantire pari possibilità di accesso, deve promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE
NARNI, lì 16/10/2008
OGGETTO: IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA IN OPPOSIZIONE ALLA RIFORMA GELMINI
8 miliardi di euro in meno al sistema scolastico italiano. In sintesi, secondo la riforma Gelmini, la scuola pubblica dovrebbe funzionare con 87.000 docenti e 43.000 ata in meno, tornando al maestro unico e l’orario solo antimeridiano nella scuola elementare e dell’infanzia, senza considerare che la pluralità docente ha assicurato qualità educativa, attestata da tutte le indagini internazionali, e ha risposto ai bisogni sociali delle famiglie e delle donne che lavorano. La riforma prevede inoltre il superamento degli insegnanti di inglese sempre attraverso i maestri unici. Il tempo pieno sopravvive solo in relazione alla disponibilità di organici, fino a quando e nella misura in cui questa ci sarà, ed è comunque ridotto a servizio di doposcuola a domanda individuale.
E tutti questi tagli sono stati giustificati principalmente con una serie di motivazioni sull’andamento incontrollata della spesa per l’istruzione.
Ma dal 1990 al 2007 la spesa pubblica in rapporto al PIL per l’istruzione pubblica è passata dal 3,6% al 3,3% del PIL (- 16,9 miliardi di euro). Negli ultimi 10 anni la riduzione è stata pari allo 0,2% del PIL (3,07 miliardi di euro). Nello stesso periodo il numero complessivo di alunni è (+ 2% pari 152.246 alunni) mentre il numero degli insegnanti è diminuito (-2,38% pari a 17.651 docenti). Per ulteriore precisione, mentre la media delle principali economie mondiali investe il 5,8% del Pil nel proprio sistema scolastico, in Italia questa percentuale scende al 4,7%. E ancora: se tra il 1995 e il 2005 gli investimenti nella scuola nei Paesi dell’area Ocse sono aumentati del 41%, in Italia l'incremento è rimasto contenuto al 12%.
La spesa per l’istruzione non è affatto fuori controllo. Anche considerando il periodo 1997 – 2007, in cui la contrazione della spesa è stata più modesta, è evidente come la quota di risorse destinate alla scuola, non solo è sotto controllo, ma ha subito una significativa contrazione (fatta 100 la quota di PIL destinata alla scuola nel 1997, nel 2007 tale quota è scesa a 93).
Ma oltre all’aspetto prettamente economico, ci sono di fatto delle scelte del governo, quali il già citato maestro unico, la riformulazione del tempo pieno, aumento degli alunni per classe, abbassamento dell’età dell’obbligo scolastico da 16 a 14 anni, che di fatto sono il primo passo verso un chiaro smantellamento della istruzione pubblica. Ed infine la vergognosa mozione approvata alla Camera per cui ai bambini che non conoscono sufficientemente la lingua italiana vengono di fatto allontanati dalla scuola e da una qualsiasi forma di integrazione per inserirli in “classi speciali”. Senza considerare che la riforma prevede di fatto la privatizzazione delle università che da istituti pubblici si trasformano in fondazioni inevitabilmente condizionate alle volontà dei finanziatori. Per non parlare dei tagli previsti dal Ministro Brunetta per il mondo della ricerca scientifica:
Gli effetti di questa manovra sono in realtà solo destinati a destrutturare la scuola pubblica e a creare le condizioni per la sua privatizzazione. In questo quadro allarmante le amministrazioni locali devono assolutamente contrastare, con qualsiasi mezzo a disposizione, la logica perversa sottostante alla Riforma, una logica che vuole distruggere il valore della “cosa pubblica” e dei diritti di cittadinanza alla base della nostra Costituzione.
Con il presente ordine del giorno, il Consiglio dà mandato, come prima forma di contrasto alla riforma ed in difesa del sistema scolastico pubblico, alla Giunta ed al sindaco di partecipare con il gonfalone della città di Narni allo sciopero generale della scuola del prossimo 30 ottobre e far si che l’assessore competente si faccia promotore di iniziative pubbliche a sostegno della scuola pubblica per testimoniare l’impegno di tutti soggetti sociali, e quindi anche degli enti locali, per la difesa e la promozione di una scuola che, in ottemperanza con i principi della Costituzione, deve essere aperta a tutti, deve garantire pari possibilità di accesso, deve promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE
giovedì 9 ottobre 2008
MOZIONE - misure di prevenzione alle infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici e nell'economia locale
MOZIONE
Al Sindaco del Comune di Narni
Agli Assessori competenti
Al Presidente del Consiglio Comunale
Narni lì 09/10/2008
OGGETTO: misure di prevenzione alle infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici e nell'economia locale
Le cronache degli ultimi mesi hanno dimostrato come l'Umbria non sia purtroppo immune ad infiltrazioni malavitose. Le attività di camorra e 'ndrangheta nel territorio umbro dimostrano l'ampiezza e la pervasività delle organizzazioni criminali e gli intrecci perversi tra attività illegali e iniziative economiche apparentemente legali. Un fenomeno di estrema gravità che non ha risparmiato purtroppo neanche i piccoli centri della nostra Regione.
Libera Umbria, ormai da cinque anni, sottolinea la presenza nella nostra regione della malavita organizzata. Alla criminale attività delle filiali di mafia, 'ndrangheta e camorra si può far risalire la maggior parte del narcotraffico in Umbria, del controllo dei subappalti nell'edilizia, ma anche di reati come il pizzo fino a pochi anni fa sconosciuti nel nostro territorio. Umbria come terreno da controllare ma anche su cui investire come hanno dimostrato i sequestri e le confische di beni operate dalla Antimafia.
Legambiente Umbria da anni continuava a dare l'allarme su tali fenomeni di infiltrazioni. Il rapporto sulle ecomafie evidenzia che la nostra regione, a dispetto della convinzione di molti, non è più immune da infiltrazioni di ecocriminalità organizzata, con i settori più permeabili e già permeati: il traffico dei rifiuti ed il ciclo del cemento.
CittadinanzAttiva, da sempre impegnata in battaglie contro la corruzione nella Pubblica Amministrazione, è promotrice di una legge dello Stato che estende agli imputati di tali delitti il sequestro preventivo dei beni già previsto per i reati di mafia.
Il territorio narnese è e sarà nei prossimi anni oggetto di numerose espansioni edilizie e di grandi insediamenti commerciali forse al di sopra delle proprie esigenze. La necessità di tali numerosi insediamenti, soprattutto commerciali per l'appunto, sembrano difficilmente concepibili con l'attuale popolazione ed il relativo reddito pro capite.
Per questo motivo è estremamente necessario che anche il Comune di Narni si attrezzi con tutti i mezzi a disposizione affinché:
- sia scongiurata ogni forma di infiltrazioni malavitosa nel territorio narnese e nelle attività pubbliche;
- si difendano tutte le attività economiche ed imprenditoriali sane presenti nel nostro comprensorio;
- si difenda il patrimonio economico pubblico.
Premesso ciò si chiede al Consiglio Comunale di approvare il seguente
ORDINE DEL GIORNO
Le cronache degli ultimi mesi hanno dimostrato come l'Umbria non sia purtroppo immune ad infiltrazioni malavitose. Le attività di camorra e 'ndrangheta nel territorio umbro dimostrano l'ampiezza e la pervasività delle organizzazioni criminali e gli intrecci perversi tra attività illegali e iniziative economiche apparentemente legali. Un fenomeno di estrema gravità che non ha risparmiato purtroppo neanche i piccoli centri della nostra Regione.
Per tali considerazioni si impegnano il Sindaco e la Giunta del comune di Narni:
- di istituire una commissione di inchiesta per verificare nel proprio ente lo stato dei presìdi contro l'illegalità e l'affarismo con particolare attenzione:
o allo stato effettivo del sistema dei controlli interni, se lo stesso risponda a reali criteri di effettività e non sia diventato, invece, un fatto rituale, gestito con logiche consociative ed autoreferenziali;
o all'efficacia dei controlli effettuati dal Consiglio sull'attività dell' Esecutivo;
o alla effettiva distinzione tra politica e dirigenza, con la realizzazione del principio di responsabilità della seconda e non l'instaurarsi di logiche consociative che sono l'anticamera dell'affarismo e dell'illegalità;
o allo stato degli istituti di democrazia partecipativa attivati dall'amministrazione.
- di inserire nel regolamento per le attività contrattuali del Comune di Narni l'obbligo di richiedere l'informativa prefettizia per le società che intendono investire nel territorio narnese, in collaborazione o in partenariato con il comune di narni
- di rendere nota al consiglio comunale l'informativa prefettizia per quelle società che intendono investire nel territorio narnese.
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE
Al Sindaco del Comune di Narni
Agli Assessori competenti
Al Presidente del Consiglio Comunale
Narni lì 09/10/2008
OGGETTO: misure di prevenzione alle infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici e nell'economia locale
Le cronache degli ultimi mesi hanno dimostrato come l'Umbria non sia purtroppo immune ad infiltrazioni malavitose. Le attività di camorra e 'ndrangheta nel territorio umbro dimostrano l'ampiezza e la pervasività delle organizzazioni criminali e gli intrecci perversi tra attività illegali e iniziative economiche apparentemente legali. Un fenomeno di estrema gravità che non ha risparmiato purtroppo neanche i piccoli centri della nostra Regione.
Libera Umbria, ormai da cinque anni, sottolinea la presenza nella nostra regione della malavita organizzata. Alla criminale attività delle filiali di mafia, 'ndrangheta e camorra si può far risalire la maggior parte del narcotraffico in Umbria, del controllo dei subappalti nell'edilizia, ma anche di reati come il pizzo fino a pochi anni fa sconosciuti nel nostro territorio. Umbria come terreno da controllare ma anche su cui investire come hanno dimostrato i sequestri e le confische di beni operate dalla Antimafia.
Legambiente Umbria da anni continuava a dare l'allarme su tali fenomeni di infiltrazioni. Il rapporto sulle ecomafie evidenzia che la nostra regione, a dispetto della convinzione di molti, non è più immune da infiltrazioni di ecocriminalità organizzata, con i settori più permeabili e già permeati: il traffico dei rifiuti ed il ciclo del cemento.
CittadinanzAttiva, da sempre impegnata in battaglie contro la corruzione nella Pubblica Amministrazione, è promotrice di una legge dello Stato che estende agli imputati di tali delitti il sequestro preventivo dei beni già previsto per i reati di mafia.
Il territorio narnese è e sarà nei prossimi anni oggetto di numerose espansioni edilizie e di grandi insediamenti commerciali forse al di sopra delle proprie esigenze. La necessità di tali numerosi insediamenti, soprattutto commerciali per l'appunto, sembrano difficilmente concepibili con l'attuale popolazione ed il relativo reddito pro capite.
Per questo motivo è estremamente necessario che anche il Comune di Narni si attrezzi con tutti i mezzi a disposizione affinché:
- sia scongiurata ogni forma di infiltrazioni malavitosa nel territorio narnese e nelle attività pubbliche;
- si difendano tutte le attività economiche ed imprenditoriali sane presenti nel nostro comprensorio;
- si difenda il patrimonio economico pubblico.
Premesso ciò si chiede al Consiglio Comunale di approvare il seguente
ORDINE DEL GIORNO
Le cronache degli ultimi mesi hanno dimostrato come l'Umbria non sia purtroppo immune ad infiltrazioni malavitose. Le attività di camorra e 'ndrangheta nel territorio umbro dimostrano l'ampiezza e la pervasività delle organizzazioni criminali e gli intrecci perversi tra attività illegali e iniziative economiche apparentemente legali. Un fenomeno di estrema gravità che non ha risparmiato purtroppo neanche i piccoli centri della nostra Regione.
Per tali considerazioni si impegnano il Sindaco e la Giunta del comune di Narni:
- di istituire una commissione di inchiesta per verificare nel proprio ente lo stato dei presìdi contro l'illegalità e l'affarismo con particolare attenzione:
o allo stato effettivo del sistema dei controlli interni, se lo stesso risponda a reali criteri di effettività e non sia diventato, invece, un fatto rituale, gestito con logiche consociative ed autoreferenziali;
o all'efficacia dei controlli effettuati dal Consiglio sull'attività dell' Esecutivo;
o alla effettiva distinzione tra politica e dirigenza, con la realizzazione del principio di responsabilità della seconda e non l'instaurarsi di logiche consociative che sono l'anticamera dell'affarismo e dell'illegalità;
o allo stato degli istituti di democrazia partecipativa attivati dall'amministrazione.
- di inserire nel regolamento per le attività contrattuali del Comune di Narni l'obbligo di richiedere l'informativa prefettizia per le società che intendono investire nel territorio narnese, in collaborazione o in partenariato con il comune di narni
- di rendere nota al consiglio comunale l'informativa prefettizia per quelle società che intendono investire nel territorio narnese.
Alfonso Morelli – Capogruppo PRC-SE
martedì 7 ottobre 2008
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