giovedì 1 ottobre 2009

D come Domodossola, N come Narni

…E S come sviluppo. Quando le parole diventano frequenti nel linguaggio popolare queste vengono utilizzate nello spelling. D come Domodossola, N come Narni! Narni al posto di Napoli! Certamente! l’autostrada Mestre-Orte nel nostro territorio indicherà l’uscita per la sola Narni (almeno ci siamo levati dalle scatole quella fastidiosa scritta per sangenini o addirittura per capitone) e dopo milioni di passaggi degli utilizzatori della “A-45” Narni entrerà nell’immaginario collettivo tanto da essere utilizzata nello spelling delle parole. Questo è turismo, questo è S come sviluppo. Narni è bella e sarà ancor più attraente grazie all’autostrada ed ai relativi cartelli: gli automobilisti che attraverseranno il nostro territorio e l’Umbria a 130 Km/h, al pari dell’autotrasportatore che muove l’acqua in bottiglia dalla calabria a milano senza colpo ferire, apprezzeranno finalmente la rocca, la corsa all’anello, le gole del nera, lo speco francescano, i sotterranei, una consistente industria ecc. (senza contare il tanto sbandierato oltreoceanico leone Aslan…): d’altra parte, cari colleghi, è noto che il passaggio autostradale porta sviluppo e turismo tanto così come ad Orte (che dopo l’apertura del suo casello autostradale risalente all’anno dei mondiali del 1978 ha visto il trend del suo sviluppo acquisire una traiettoria cartesianamente verticale), al pari di Domodossola, Ronco Bilaccio (giustamente ribattezzata “la perla dell’appennino” dopo la realizzazione dello svincolo delle meraviglie) , Salerno, Reggio Calabria e Abbiategrasso. Infatti tutti noi che abbiamo attraversato l’Italia in autostrada durante i nostri tragitti ci siamo fermati a visitare tutti i luoghi delle uscite autostradali per non citare i famosissimi autogrill entrati, ormai da anni, a far parte delle mete più ambite da parte dei viaggiatori spendaccioni. Ma questo è sviluppo ed in nome dello sviluppo, uno qualsiasi purché si dica sviluppo, l’Amministrazione, ma sostanzialmente tutte le forze politiche, si apprestano ad esprimere comunque un parere favorevole ad un progetto che presenta, da un punto di vista tecnico, numerose criticità piuttosto che valutarne la effettiva utilità.
Le osservazioni avanzate dall’Amministrazione sono sicuramente condivisibili ovvero:
• sono limitati gli interventi relativi al contenimento del rumore;
• nel progetto non vengono considerate le previsioni di sviluppo del territorio contenute nel piano regolatore generale adottato anni fa;
• il progetto prevede due autogrill nella zona dove dovrebbe sorgere l’Agrivillage
• non viene valutata alcuna viabilità alternativa per alcune frazioni, San Liberato in primis la quale, ad onor del vero, non rimarrebbe completamente isolata data la presenza di un’aviosuperficie nei pressi;
• la viabilità interna verrebbe addirittura appesantita dal passaggio autostradale in quanto favorisce l’utilizzo delle cosiddette arterie interne (e mi si permetta l’uso del termine medico..) piuttosto che l'autostrada..

Sicuramente con un’analisi ancora più approfondita utilizzando elementi di sicuro esito penalizzante uscirebbero fuori altre osservazioni, ma il punto è che la discussione dovrebbe trattare casomai l’opportunità dell’opera piuttosto che l’analisi di una relativa fattibilità topologistica. Interventi di così importante impatto dovrebbero essere valutati non solo tecnicamente ma anche a livello anafestico (scientificamente parlando, s’intende…) secondo una pianificazione strategica, con una logica di sistema che analizza la complessità dell’intervento secondo variegate sfaccettature: di viabilità, ambientali, economiche, sociali, ludiche e, non ultimo, morali! Tutto ciò, in codesta assise, è sostanzialmente assente.
Partiamo da alcuni dati di fatto che a mio avviso dovrebbero far parte, come nei classici problemi di scuola elementare, dei dati iniziali che con un termine più adulto potremmo chiamare dati tecnici in ingresso:
• trasporto persone: (dati isfort 2008): Nel 2008 cresce la domanda di mobilità sia del numero di passeggeri*km (+11,4%), sia del numero di spostamenti +3,7%. Nel 2008 si sancisce il progresso del trasporto pubblico ed una crescita della quota modale dei mezzi pubblici concomitante ad un ciclo espansivo dei consumi di mobilità +4%. Nell’analisi degli indici di soddisfazione emerge la diminuzione del voto medio assegnato all’automobile nonché la crescita del voto per quasi tutti i diversi mezzi di trasporto collettivo. Inoltre nel 2008 gli spostamenti a piedi/bici riescono a conquistare quote di mercato rispetto ai viaggi con mezzi motorizzati. Certo, Narni, con i suoi saliscendi, meriterebbe un’appropriata preparazione da parte dei ciclisti, ma questo è un altro problema e lo si vedrà a tempo debito. Infatti, tra il 2007 e il 2008, si nota una crescita della “mobilità lenta” pari allo 0,6% (21% nel 2008). Diminuisce, di conseguenza, la mobilità motorizzata unitamente alla massa grassa dell’utente, anche se nella classificazione del campione in relazione ai caratteri socioanagrafici e territoriali si registrano alcune eccezioni al dato medio generale: ad esempio, nel caso dei più giovani (+0,9% e 85,6%), degli studenti (+0,8% e 83%) e del Centro Italia (+0,9% e 83,1%). Comunque nel 2008 alla domanda sulle propensioni di utilizzo dei mezzi di trasporto circa il 4% in più rispetto al 2007, dichiara di prendere in considerazione la possibilità di diminuire l’uso dell’automobile e ben il 41,8%, il 2,3% in più nel confronto con il 2007, della popolazione confessa di pensare ad un cambiamento delle proprie abitudini di mobilità attraverso un maggior uso del trasporto collettivo.
• trasporto merci: (dati ministero infrastrutture) il trasporto merci su gomma è costantemente in aumento (circa 30% in meno di dieci anni) contrariamente a quanto avviene nel resto d’ Europa. Nel Novembre 2008 la Commissione Europea ha emanato il Piano di azione per la logistica del trasporto merci. Si tratta di una serie di iniziative che hanno l’intento di migliorare l’ efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione, con proposte a favore della logistica, di una rete ferroviaria prioritaria ( e sottolineo prioritaria) per il traffico merci e dei porti europei. L’obiettivo comune è quello di promuovere la diffusione di tecnologie e pratiche innovative nelle infrastrutture, sviluppare i mezzi di trasporto, migliorare la gestione del traffico merci. Il trasporto merci è essenziale per la competitività dell’economia europea e per la qualità della vita dei cittadini dell’Unione. Si prevede infatti che in Europa, nel periodo tra il 2000 e il 2020, il volume del trasporto merci aumenterà del 50% e dovrà affrontare sfide specifiche legate all’efficienza, alla qualità e alla sostenibilità. È necessario quindi per la Commissione Europea trovare risposte adeguate a una serie di problemi: la congestione, i cambiamenti climatici l’approvvigionamento energetico e la sicurezza.
• consumi energetici: L’Italia ha un parco auto con consumi energetici specifici tra i più bassi d’Europa. Ma ha anche la più alta densità di motorizzazione europea e percorrenze nettamente superiori alla media europea. In Italia circolano 35 milioni di veicoli e l’energia che consumano è pari al 25% del totale dei consumi energetici nazionali. Un cittadino medio emette in un anno 410 kg di anidride carbonica se viaggia in metropolitana, 780 kg di anidride carbonica se viaggia in autobus, 1230 kg di anidride carbonica se viaggia in automobile. Dai dati bibliografici si desume che per la tratta Milano-Napoli un analisi energetica globale indica per l’auto un consumo di 1,78 MJ/p-km, per la ferrovia ordinaria un valore di 0,77 MJ/p-km e per la TAV un valore di 1,44MJ/p-km. E se consideriamo il trasporto delle merci, il consumo unitario è più basso dell'11% della media europea. I consumi unitari nel trasporto su strada per auto equivalente sono i più bassi della UE e sono inferiori del 6% alla media europea. a livello energetico, l'uso del trasporto ferroviaro è preferibile a quello stradale: il trasporto su rotaia richiede dal 50 % al 70% in meno di energia rispetto al trasporto su gomma. Nonostante ciò solo il 7,8 % delle merci che attraversano la nostra Penisola viaggiano a bordo dei treni mentre l'86,7 lo fa su strada.
• chi sostiene l’opera: in un articolo dell’espresso del marzo 2007 sembra chiaro che gli interessati al progetto sono una serie di società a scatola cinese che fanno capo all’asse Bonsignore-Caltagirone. Sembrerebbe infatti che dietro al progetto Orte – Mestre si inserisce un quadro più complesso ovvero quello di un progetto che ha un respiro più ampio e parla della possibilità di far diventare proprio l’asse Bonsignore-Caltagirone il terzo gestore autostradale italiano dietro ad Autostrade dei Benetton e al gruppo Gavia. Parliamo quindi di una cordata quantomeno sospetta al punto da far scaturire qualche dubbio in quanto, spero, che ci ricordiamo tutti dello scandalo delle scalate illegali alle banche Antonveneta e BNL, "Bancopoli" , "Furbetti del quartierino" che, grazie alla nascita di suddetta autostrada, vedrebbero il proprio raggio d’azione allargarsi a livelli metafisci.

Oltre a questo mettiamoci che: le condizioni dei pendolari locali sono sempre più difficili e di estremo disaggio; le corse locali invece di aumentare diminuiscono; non esiste un collegamento rapido e frequente con la vicina Terni; in Umbria ancora non esiste un biglietto unico integrato per il trasporto pubblico; i collegamenti ferroviari con Perugia sono quantomeno ridicoli: 2 ore di viaggio; Terni e Perugia sono le province italiane con l’indice di densità di veicolo privato tra i più alti di Europa. Basterebbero queste poche ipotesi per intraprende subito un progetto di potenziamento della mobilità ferroviaria. Invece stiamo parlando ancora di autostrada, di mobilità su gomma e privata. È imbarazzante continuare a commentare queste decisioni. Ed ancora più imbarazzante, ed è qui che si inserisce una questione politica, se queste vengono proposte da governi di centrosinistra che non perdono occasione per presentarsi come i difensori e portatori di uno sviluppo sostenibile, ecodem, green economy, ecopass, ecoincentivi, eco font, ecocompatibile e quant’altro! Ma così come sempre più a sinistra, purtroppo proprio dove mi riconosco, non si perde occasione nell’urlare no tav, no cav, stop cemento, stop privatizzazione dell’acqua. Concetti fondamentali per l’elettorato puntualmente disattesi da chi amministra. Se negli Stati Uniti si stravolgono realmente i costumi e le azioni di governo, da noi, nel centrosinistra, si elaborano solo slogan tra l’altro con patetici scimmiottamenti. Perfino Prodi ha finalmente affermato, con grande nettezza, che è necessario, ai riformisti, cambiare del tutto strada, azzerare l’idea dei compromessi con le politiche moderate, sfidare lo stesso elettorato e prepararsi a progettare una società nuova che modifichi sostanzialmente il capitalismo e la vecchia idea di società di mercato. E l’approccio a tale discussione rientra pienamente dentro questa lettura: siamo di fronte a decisioni che rientrano dentro una logica conservatrice mascherate da un linguaggio riformista ma che di fatto abbandona l’idea di futuro, si ancora al passato e nasconde il presente. Facciamo pulizia del linguaggio e dei linguaggi!!!!

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